lunedì 15 dicembre 2014

Silent Night

Cara Malù,

chiudi gli occhi e ascolta Silent Night.



Ora immagina di essere, la notte della Vigilia, nel posto più speciale che hai nel cuore. Immagina di essere con le persone più care. Ora pensa a cosa vorresti davvero per Natale. Non limitare la fantasia Malù, pensa a qualunque miracolo possibile.
Immagina Luce. Luce nel mondo. Mille luci di Natale per illuminare ogni angolo, anche il più buio. Immagina che su ogni volto illuminato compaia un sorriso. I più belli sono quelli dei bambini ma li seguono tutti a ruota. Senti la felicità. Senti la pace e la fede nei cuori di tutti.

Io me lo sono immaginato. E' la mia "meditazione natalizia". Ho immaginato, ascoltando Silent Night, di essere in un paesino luccicante con la neve che fiocca la notte della Vigilia (in pratica una sorta di villaggio di Babbo Natale), di vedere finalmente ridere i miei genitori e mia sorella e tutti i miei cari in difficoltà. Ho immaginato ritrovassero la speranza e la fiducia in un futuro migliore. E con loro tutto il resto di questo mondo così magnifico eppure così insensatamente martoriato. 
Ho sentito tutto il calore che si sprigionava da questa immagine. Ed è scesa qualche lacrima liberatoria. 

Che crediate o meno nel potere del pensiero positivo..immaginate cose belle, almeno in questi giorni un po' magici. 



giovedì 4 dicembre 2014

Il canto di Natale di Malù

Cara Malù, 

stanotte ho ricevuto la visita di tre fantasmi, fortunatamente silenziosi, così non hanno svegliato Baby M. 
Il primo mi ha detto di chiamarsi "il fantasma dei Natali passati" , nome un po' troppo lungo in verità, per questo gli amici lo chiamano Sospiro, a causa dei numerosi sospiri nostalgici che provoca ogni volta che porta qualcuno a rivivere i Natali dell'infanzia.
Sospiro mi ha portata indietro nel tempo, a spiare la me stessa bambina e pacioccona che cominciava ad esaltarsi all'inizio di Novembre all'idea dell' "imminente" Natale e si disperava la sera del 25 Dicembre perché, come tutti gli anni, la festa era durata troppo poco e già le luci non avevano più la stessa magia dei giorni precedenti, anche se sarebbero rimaste accese fino alla Befana.
Eccomi lì, a scuola, a preparare la recita di Natale con le sue poesie, i suoi canti (stonati) e i suoi balletti. Sì, pure i balletti, perché mia madre, maestra (per fortuna non la mia maestra!), amava fare le cose in grande e sfruttava la mia passione per la danza per farmi creare delle "coreografie" con cui torturare gli alunni non proprio portati per il ballo e deliziare quelli (soprattutto le bambine) amanti del ritmo. 
Eccomi lì a colorare la faccia di Babbo Natale da appendere alle pareti della classe (e pure alle finestre di casa) e a creare regalini da donare ai nostri cari; eccomi lì ad ascoltare di continuo Bianco Natal, Jingle Bells e Oh Albero; rieccomi lì con il naso appiccicato alla finestra della cucina perché stanno passando gli zampognari sotto casa e poi in sala a decorare l'albero con mamma e Chiara e poi in adorazione davanti al Presepe di mia madre, abile come solo una maestra può essere nel creare panorami mistici con la carta, il muschio, la carta stagnola e qualche aiuto "elettrico" (ad esempio il mulino che gira e la fontana che fa scorrere dell'acqua vera); eccomi ancora mentre apro la nuovo finestrella del calendario dell'avvento per papparmi il cioccolatino (e sì, lo ammetto, eccomi pure mentre ne apro più di una al giorno per papparmi più di un cioccolatino..), calendario come ogni anno regalatoci da Zia Irmina. 
Eccomi lì esaltatissima perché (ancora una volta) la Zia Irmina ci sta portando a vedere al cinema il nuovo film Disney (all'epoca ne usciva uno all'anno in questo periodo) e ho potuto portare un'amichetta ad esaltarsi con me; rieccomi con la Zia a visitare i Presepi nelle chiese del quartiere e a bermi, dopo il "tour", una cioccolata calda per scaldarmi.
Ecco le luci che si accendono e che brillano persino nelle vie laterali del mio quartiere! Ecco le vetrine in festa, i carillon, l'allegria.
Infine, eccomi mentre leggo a mia sorella, come ogni Vigilia, questi due libri:

No...non ho una spiegazione sul perché leggessimo la Pantera Rosa a Natale..


lei ancora non sapeva leggere e le piaceva che le "facessi le vocette" dei personaggi Disney. Poi si guardavano i mille cartoni natalizi che passavano sulla Rai fino a sera tardi e a quel punto iniziava la notte più magica di tutte, la notte della Vigilia. Eccoci tutte e due nei nostri letti a parlarci per cercare di rimanere sveglie e beccare questo benedetto Babbo Natale; non ce l'abbiamo mai fatta a beccarlo, accidenti. 
E siamo giunti alla mattina di Natale! Corsa verso l'albero per afferrare i pacchetti, urla e gridolini di giubilo, colazione e pranzo dai nonni con abbuffata e tombolata digestiva (o partita a Memory). 

All'improvviso, Sospiro mi ha riportata a qualche Natale dopo, quando non credevo più in Babbo Natale, in casa si litigava un po' troppo e tutti tenevano il muso, le luminarie nel quartiere erano sempre meno e  più brutte causa "la Crisi" ( con la "C" maiuscola, che ormai è passata dall'essere un concetto astratto a divenire un personaggio cattivo in carne e ossa, come potrebbe essere "il Grinch"), gli zampognari dovevano essere emigrati in qualche posto del Sud al caldo e il Natale era sempre bello ma meno magico e più nostalgico; infine, mi ha riportata al presente.
Ho chiesto a Sospiro per quale ragione mi abbia voluto far rivivere i miei Natali migliori per poi farmi scontrare con la dura realtà, ovvero l'incapacità di sentirmi come allora; l'ha fatto per mero sadismo ( in effetti Sadico Natalino sarebbe un altro nome appropriato) o per qualche buona e utile ragione che mi stava sfuggendo a causa del sonno?
Sospiro si è girato verso il lettino e l'ha indicato. Mi ha fatto notare con una certa saccenza che ora ho un figlio e un nipote e loro dovranno vivere le stesse gioie che abbiamo vissuto mia sorella ed io. Mi ha fatto rivedere i Natali passati perché mi renda conto che possono tornare grazie a Baby M. e Bam Bam (suo cugino ovvero mio nipote) e sarà compito mio far sì che questo accada. 
A questo punto io mi sono sentita in colpa per averlo chiamato Sadico Natalino e mi rendo conto che è un fantasma Saggio (anche se saccente), lo ringrazio e lo saluto, promettendo di impegnarmi per rendere magico il Natale dei miei bimbi. 

Quando finalmente ho creduto di poter dormire, ecco che è arrivato il fantasma "del Natale presente", un vecchietto tutto ringalluzzito; gli ho chiesto come mai fosse così arzillo e sorridente e mi ha risposto che era felice perché Sospiro aveva già fatto buona parte del suo lavoro e lui sarà un Natale fantastico perché ci sono dei bimbi in casa e pure io, in fondo, sono rimasta bambina, tanto è stata bella questa parte della mia infanzia.
Dunque, l'ho ringraziato, mi sono congratulata per il bell'aspetto e gli ho chiesto gentilmente di lasciarmi dormire, così avrei avuto più energie da spendere nei preparativi; lui mi ha quindi confermato ciò che temevo, cioè che sarebbe arrivato pure il suo amico fantasma "dei Natali futuri".

Eccolo infatti. Fumoso, cupo e muto. Voleva che lo seguissi ma io mi sono rimessa a letto e, con voce ferma, mi sono rifiutata di muovermi perché so già come saranno i miei Natali futuri: saranno riempiti dalle grida dei bimbi di famiglia, dalle abbuffate, dai canti e dalle recite scolastiche, dai lavoretti preparati a scuola e a casa (ahimè...non mi vedo bene in questo..!). E quando i bimbi cresceranno, troveremo comunque una ragione per festeggiare il Natale. Continueremo ad amarci. E le batoste che la vita ci riserverà se ne faranno una ragione: Natale non finirà.
Il fantasma dei Natali futuri ha fatto spallucce e se n'è andato. Probabilmente aveva già lavorato per tutta la notte e io sono stata l'ultima visita, non ha avuto voglia di discutere; però, però... io ho intravisto un lieve ghigno su quel volto cupo... mi sa che l'ho convinto davvero che non ho bisogno di sapere niente di più di quello che non sappia già ora.

E così ho potuto dormire felice e contenta.           

giovedì 27 novembre 2014

Il posto dove rifugiarsi

Cara Malù,

ho ufficialmente un posto dove rifugiarmi. 
Rifugiarmi...da cosa? Da tutto Malù! Stress, tensioni, grigiume, patimenti, frustrazioni e qualunque altro tipo di pensiero negativo ti passi per la testa. Perché, si sa, giornate così capitano, anche se mi sembra di essere in grado di lasciarmele alle spalle sempre con maggiore facilità (santa meditazione e filosofie orientali di vario genere...un giorno ti parlerò di questo mio inedito lato new age che mi ha reso una donna nuova! Bè....ok....meno nevrotica e deprimente/lamentosa...).
E dunque, che faccio quando voglio tirare il fiato e mi trovo in centro? Vado alla Feltrinelli!
Come dici? Non ti sembra 'sto gran posto? Vabbè, non avendo Disneyland a portata di mano, ripiego su un luogo che contiene oggetti altrettanto magici e che mi sono sempre stati vicini: I LIBRI! 
Pile e pile di libri di ogni genere, tipo, forma, colore, dimensione e materiale ti si presentano sorridenti dall'entrata fin su, su, su per quattro piani di esposizione; vuoi leggere subito qualcosa per decidere se e cosa comprare? Puoi farlo nella zona lettura (dove trovi anche appeso un gigantesco porta foto che "porta" bigliettini contenenti citazioni tratte da libri di autori famosi) o al bar del primo piano.
Vuoi organizzare un viaggio o semplicemente sognare di partire?Trovi qualsiasi guida nel reparto viaggi. Sei un musicista o un appassionato di musica? Trovi libri, cd e strumenti musicali. E così per ogni altro hobby possibile. Lì, tutto insieme. C'è da perdersi.
Oggi volevo farmi un regalino perchè sono state giornate difficili e volevo anche farlo al mio Baby Mastrolindo, che ha compiuto quattro mesi, così, dopo aver sbavato per una buona mezz'ora tra gli scaffali delle agende e dei quaderni (ah, sì, Malù, continuo ad amare i quaderni, le agende e tutto quello che è colorato e puoi trovare in cartoleria! In effetti, mi piacerebbe pure averne una..di cartoleria, intendo..mmmm) perchè il 2015 è alle porte e mi serviva l'agenda nuova, dopo essere stata "scelta" da un libro di Isabel Allende, sono stata per la prima volta a curiosare nel reparto ragazzi ed è stato subito amore.
C'erano alcuni dei miei libri di infanzia preferiti (ti ricordi Le quattro stagioni di Boscodirovo?? E i libri di Richard Scarry? Erano tutti lì! No, in effetti non ti ho vista, ma sono sicura che ci sei anche tu da qualche parte!), i classici libri di favole, audiolibri, libri per i piccoli a forma di macchina o di animaletto, da colorare e "toccare", perché i bimbi imparano usando tutti e cinque i sensi, e poi i libri di stoffa per i piccolissimi come Baby M. 
Tutta contenta, sono uscita con il mio bel bottino diretta verso casa. 




L'agenda è di "Legami" ed è decisamente indicata per il clima "inglese" che ormai si è impadronito della mia città (ma forse in Inghilterra piove meno, chissà); inoltre, contiene al suo interno diverse incitazioni al buon umore che non vanno mai sottovalutate ed è sempre utile portarsi con sé al pari del Moment o dell' Oki perchè, come il mal di testa, non si può sapere quando arriverà un attacco di "musite" o "musaggine" da debellare.

Quale sarà mai il tuo rifugio, Malù, tu che sei principessa della mente e vaghi ogni giorno da un pensiero all'altro? E quale sarà mai il vostro, amici? Forza, condividiamo i rifugi! 

I bigliettini della mattina

Cara Malù,

stamattina riflettevo sul fatto che basti veramente poco per far sentire amata una persona.
Ad esempio mio marito ha l'abitudine di lasciarmi in cucina un post-it con una frase carina per farmi iniziare bene la giornata (ma anche per comunicarmi informazioni essenziali su cosa è necessario comprare per non morire di fame e se la macchinetta del caffè è pronta). 



Li usa a volte anche per chiedermi scusa se la sera prima abbiamo litigato (perchè SICURAMENTE ha qualcosa di cui scusarsi...).


Ehm, conviviamo da quasi cinque anni quindi me ne ha scritti parecchi..Questi sono i più carini..


Con questo piccolo gesto io mi sento amata e mi carico di energia positiva per superare i giorni in cui lui non torna a casa.
Quindi, basta davvero poco per risollevare l'umore a chi ci sta intorno. Eppure siamo così distratti da non badarci.
Cercherò di prendermi più cura dei miei affetti (ma anche di me stessa e di questo blog) e per mettere subito in pratica le mie buoni intenzioni vado a mandare qualche bacio via sms ad amiche lontane , a telefonare alla nonnina (che con queste perenni settimane di pioggia non può uscire e si concentra solo sugli acciacchi), continuo col famigerato allenamento 30 days shred (anche se mi sono appena sbafata un po' di toblerone al cioccolato bianco..) e scrivo a te, Malù.

lunedì 17 novembre 2014

I giochi di nonno Mico

Cara Malù, 
ti ricordi di nonno Mico? Sì, proprio lui, quello dei giochi più divertenti del mondo, delle storie avventurose sulla sua vita in Australia e sulla prigionia in Abissinia durante la guerra, dell'inglese "calabresizzato"; quello che, finché ha potuto viaggiare fino a Genova, mi veniva a prendere a scuola e doveva ogni tanto fermarsi per raddrizzare la schiena, piegata da un'impietosa artrosi che, però, non gli impediva di portarmi lo zaino; quello che mi ha insegnato ad allacciarmi le scarpe e mi ha fatto ridere così tanto, così tanto...così tanto da farmi piangere adesso che, all'improvviso, ricordo.
Non ho mai più scritto di lui, Malù. Forse non ho più nemmeno pensato a lui. E ora che sento di doverlo fare, voglio solo raccontare com'era quando ero bambina e non com'è poi diventato in seguito, quando l'ho visto pian piano spegnersi, soffrendo.
Vediamo se riesco a ricordare. Dunque: mio nonno Mico era un signore con una grande pancia e gli occhi teneri; calabrese doc, era stato un gran figo in gioventù, lo testimoniano le foto in bianco e nero che mia madre ha ancora nella casa di Roccella; da piccolo, scappava dalla finestra della scuola elementare del paese e durante la guerra è stato fatto prigioniero (io mi ricordo in Abissinia, ma questi racconti risalgono a quando avevo cinque/sei anni e potrei sbagliarmi!) ed è riuscito a tornare a Roccella percorrendo non so quanti chilometri a piedi (purtroppo non ricordo i dettagli della storia, ma lo sento ancora cantare "faccetta nera" mentre mi spiegava che tutti la cantavano in quel tempo...e io, ignara di cosa volesse dire, la cantavo dietro a lui che si era premurato di insegnarmela, non perchè fosse fascista ma perchè, appunto, era la hit dell'epoca e faceva parte della storia). 
La sera ci sedevamo sul lettone dei miei, io avevo le babbucce bianche con le stringhe da allacciare (e queste babbucce si trovano ancora in un cassetto della mia cameretta) e fu così che imparai ad allacciarmi le scarpe; inoltre, nel corso di queste serate il nonno mi insegnava a contare in inglese e a dire alcune frasi come "Vorrei una bottiglia di latte, per favore" oppure "Vorrei della carne, per favore". Sì, perchè il nonno ha vissuto circa vent'anni in Australia, negli anni cinquanta e sessanta, e vantava una splendida (ed essenziale) parlantina inglese; i racconti sulla sua vita in Australia erano i miei preferiti! Aveva impiegato mesi di navigazione per raggiungere Sydney e in vent'anni era tornato a casa solo due volte, quando mia madre aveva dieci e diciotto anni (e questa parte della storia, in realtà, è molto triste, ma naturalmente all'epoca non ci avevo fatto caso). Mi raccontava dei lavori che si ritrovava a fare, dei canguri, dei boomerang e di chissà quante altre meraviglie che ora non ricordo bene; mi sono rimaste impresse le frasi in inglese necessarie per fare la spesa perchè le pronunciava con un accento calabro così marcato da farmi scompisciare anche a sei anni!
Ma la parte migliore del tempo che trascorrevo col nonno era quello in cui si faceva "il gioco della nave": io e mia sorella mettevamo tutti i nostri pupazzi e le nostre bambole sui due divani letto della stanza degli ospiti (che poi in quegli anni era la stanza di nonno Mico e nonna Maria, passavano molti mesi a Genova con noi) e ci "imbarcavamo con loro sulla nave del nonno"; il nonno era naturalmente il comandante e doveva raccontarci una "fragola" per far passare il tempo durante il "viaggio". Sì, il nonno storpiava le parole e ci faceva divertire un sacco, possedeva quella capacità di essere buffo senza fare grandi cose, sapeva far ridere davvero i nostri cuori di bambine. Come vorrei ricordarmi quelle "fragole" in cui venivano coinvolti i nostri "compagni di viaggio" che diventavano esseri parlanti e pensanti. 
Ad ogni modo, anche se questi giochi sono durati solo pochi anni, ho ricevuto tanto, tantissimo e forse me ne rendo conto ancora di più ora che sono mamma: mio nonno ci faceva viaggiare con la fantasia. Niente televisione, niente videogiochi. Solo "fragole" un po' vere e un po' inventate, una nave piena di pupazzi, tanta attenzione e tempo passato a giocare con noi. E oggi mi sento ricca per quei momenti insieme. 
Giochiamo con i nostri figli, facciamoli ridere, regaliamo loro ricordi così. Un giorno, da adulti, tornerà loro tutto in mente e rideranno di nuovo, forte, come sto facendo io in questo momento.
Grazie nonno Mico, ti voglio bene, sempre.   

Latte caldo col miele

Cara Malù,

i germi infantili hanno fatto il loro sporco lavoro e il lieve raffreddore del pupo mi ha contagiata, naturalmente in una forma meno lieve.
Io che con 37°C di febbre sono da buttare, mi sono fatta prendere dallo sconforto ieri sera, soprattutto perchè il pupo è crollato alle 17 e non c'è stato modo di svegliarlo (nemmeno cambiandogli il pannolino..), quindi all' 1 di notte ha voluto cenare.
MA! Ormai sono una madre, devo essere forte, una superwoman (come canta Alicia Keys) e quindi mi imbottisco di farmaci, vado a lavoro e torno pimpante. Poi c'è sempre e comunque qualcosa di buono anche nei malanni di stagione, anche se non posso più poltrire a letto e sprofondare tra piumoni e fazzoletti come prima di diventare mamma..ad esempio il latte caldo col miele!
Ecco, la scusa perfetta per abusarne è qui con me, è nella voce nasale, nelle narici arrossate e negli starnuti poderosi! Io amo il latte caldo col miele, mi dà conforto e mi fa risuonare nelle orecchie la voce di mia nonna che lo ha sempre spacciato come il rimedio capace di farti tornare una voce da soprano.
Amo starmene a scrivere sorseggiandolo, come fosse un vino pregiato, avvolta nel piumone blu "stellato", sul divano, con baby mastrolindo che, ahimè, è crollato proprio ora dall'altro lato di questo stesso divano, minacciando di saltare nuovamente la cena per uno spuntino notturno. E vabbè, ma l'obiettivo dei miei dialoghi con te, Malù, è, appunto, non pensarci, imparare a vivere ogni momento senza "ansiarmi" su cosa può accadere e su quanto sarò in grado di reggere. Sarò in grado, punto.
Quindi, tornando al momento attuale, il latte caldo col miele quando fuori piove è una coccola che mi fa sentire amata perchè tutte le persone che mi hanno voluto più bene me l'hanno preparato per farmi stare meglio: c'è il bollentissimo latte di mia madre, da bere dopo un quarto d'ora di soffiate, così carico di miele da cariarti all'istante quattro denti, versato nella tazza a pois rossi e blu e servito in cucina, al mio solito posto, attaccato al calorifero; poi c'è quello di mia nonna, almeno mezzo litro di latte di alta qualità con miele a volontà, servito con contorno di racconti della sua infanzia e giovinezza che possono andare avanti per ore ma che sono comunque felice di ascoltare, pur perdendone il filo, perchè le vedo gli occhi brillare, come fosse ancora ragazza, come riuscisse a tornare davvero indietro nel tempo; da un po' di anni a questa parte, c'è il latte caldo col miele preparato da mio marito, più leggero ma sempre carico di amore e accompagnato da un bel bacio sulla fronte.
Oggi me lo sono preparata da sola perchè pure io devo amarmi. 
E intanto il baby mastrolindo si è svegliato (EVVIVA) e vado ad intrattenerlo per farlo arrivare all'ora della pappa; un giorno gli preparerò anch'io il latte caldo col miele, in cucina, con la pioggia fuori e il sole in casa, gli bacerò la fronte, gli racconterò della mia infanzia, lui sbufferà e io lo amerò ancora un po' di più.

domenica 9 novembre 2014

La doccia completa

Cara Malù,

devi sapere che per una donna esistono diversi tipi di docce: c'è la doccia da spiaggia/piscina (veloce, velocissima perchè c'è la coda dietro di te e ti senti addosso le occhiate degli altri bagnanti come fossero pugnali), la doccia romantica (con il tuo lui, che spesso si risolve in un litigare per il poco spazio e l'impossibilità di risciacquare lo shampoo come si deve), la  mezza doccia (senza il lavaggio dei capelli ), la doccia da mamma (new entry nella mia vita, è quella fatta con la porta aperta per sentire gli eventuali strilli di baby mastrolindo, naturalmente iper veloce e con residui di sapone finali sulla chioma) e poi c'è la meravigliosa doccia completa!
La doccia completa si svolge nel seguente modo: accesso a youtube con cellulare per scegliere la musica adatta (se vuoi una doccia energetica scegli i Metallica, se vuoi sognare, rilassarti e piangere pure un po' scegli Mariah Carey o Tony Braxton), entrata in doccia, due/tre shampoo, messa in posa di balsamo/crema nutriente capelli, insaponatura corpo, rasoiata dove serve, risciacquo di corpo e capelli, asciugatura corpo, cospargimento corpo con olio/crema, eventualmente anche leggera pedicure e maschera per il viso, asciugatura capelli. 
Et voilà, usciamo dal bagno come nuove!
Io non mi eri mai resa conto di quanto la doccia completa fosse cosa preziosa nella vita di una donna finchè non è arrivato baby mastrolindo; bè, ti sto scrivendo dopo aver fatto una doccia completa!! Colonna sonora, il mitico Justin (Timberlake, e chi se non lui!) perchè avevo bisogno di sentire "I bring the sexy back-YEAH" mentre ritornavo femmina (soprattutto allungando la parte della doccia completa inerente al rasoio). Che dire. La mia pelle, che si è "bevuta" l'olio come succede alle piante quando le bagni dopo un'afosa giornata d'estate, ringrazia papà e nonni che hanno portato a spasso baby mastrolindo LASCIANDOMI SOLA A CASAAAAAAAAAA; le mie ascelle depilate ringraziano; ringrazierà anche mio marito che mi sentirà liscia e profumata come, oramai, capita di rado. 
La ciliegina sulla torta sarebbe stato un precedente passaggio sulle gambe col silk'n'epil....eh vabbè, del resto si sta insieme nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia, con i peli o senza i peli. E poi ho preferito subito fiondarmi al pc per raccontarti queste mie profonde elucubrazioni che, ne sono certa, faranno riflettere migliaia e migliaia di donne, madri, mogli che ogni giorno anelano alla doccia completa.    

Malù, ti lascio con Justin che è sempre un bel vedere, anche per te che sei la Principessa della Mente e, forse, badi poco a certe cose :)


giovedì 6 novembre 2014

La canzone "migliora giornata" - Chandelier

Cara Malù, 

ogni periodo ha la sua canzone "migliora giornata". Può essere una tamarrata storica (ad esempio, nelle scorse settimane mi dimenavo ogni volta che in radio o su mtv passavano "Bailando" di Enrique) o una ballata dolce ( ad esempio Elisa, Ecco cheeeeeeeeeeeee tutto sembra possibileeeeeeeeeee, l'ottimismo risale a mille!), non è importante, quel che conta è che mi risollevo con una canzone (almeno per un po', dai).

La canzone di queste settimane è Chandellier di Sia; non conoscevo questa cantante e ho scoperto curiosando sul web che è australiana e in realtà non la conoscevo giusto io perchè ha già una lunga carriera alle spalle. Di questo pezzo mi piace tutto, la voce cristallina, il ritmo soul (o almeno, io ci sento un po' di r&b per non dire proprio hip hop...ma qualunque persona che ne capisce sul serio di musica può intervenire e cazziarmi!) che cresce ed esplode nel canto liberatorio del ritornello, quasi "urlato", che mi fa proprio sentire leggera, libera, capace di volare.

Esaltata dal pezzo, vado alla ricerca del video e cosa vedono i miei occhi? Un puro talento concentrato in una bimba di soli dodici anni! Questa bambina è già una danzatrice professionista, non solo (e non tanto) per la tecnica (che a me sembra già rasentare la perfezione) quanto per l'interpretazione; ecco, lei possiede il più bel dono che si possa avere: riesce a rappresentare in maniera nitida e precisa un'emozione. Si può essere tecnicamente perfetti e non trasmettere nulla ed essere un po' "sporchi" nei movimenti ma far piangere un intero teatro. 
Questa bambina è una comunicatrice; con il suo corpo esile "mette in scena" la musica, la puoi vedere con gli occhi e sentire col cuore. Non c'è dono più grande.
Mi sono anche chiesta se sia giusto che una ragazzina così piccola venga catapultata verso il mondo dello spettacolo; d'altro canto, quando un talento è così potente, definito...come si fa a bloccarlo?
Non so, tu Malù che ne pensi? E voi, che ne pensate? 
Riguardiamo il video insieme e stupiamoci di nuovo!!Che fuori piove, pupetto dorme e posso sollazzarmi un po'!    


mercoledì 5 novembre 2014

Il paese di Nessundorme

Cara Malù,
una delle meraviglie di avere un pupetto è la possibilità di ricominciare a leggere libri di favole.
Voglio parlarti di una storia che mi è piaciuta da morire e che in realtà ho ricevuto in regalo molto prima che nascesse pupetto; le mie amiche di sempre mi conoscono e così, per un Natale di qualche anno fa, mi hanno regalato questo libro




Nel Paese di Nessundorme nessuno riesce a dormire e di conseguenza nessuno riesce a sognare; un fiore è solo un fiore, un bosco è solo un bosco e la luna solo la luna. Non esiste la fantasia, non esiste la magia e, soprattutto, non esistono le favole. Ci penseranno i simpatici membri della Combriccola della Mezza Luna a scriverle di nuovo, modificandole a loro piacimento (dato che nessuno se le ricorda più) e a riportare i sogni nel Paese di Nessundorme.

Ecco, questo libro è un segno. E' capitato nella mia vita per un motivo e lo leggerò a mio figlio fino allo sfinimento perchè contiene tutto ciò che credo sia fondamentale per formare un adulto felice: vuole convincere che i sogni sono vita e sono necessari come il cibo, l'acqua e l'aria.

Riporto i passaggi che mi sono piaciuti di più:

" Lei era lì, con le sue orecchie pelose e un’aria misteriosa; con quel sorriso in cui si specchiava ogni cosa bella del mondo. Proprio così, del mondo! Perché Topastrella aveva un dono: era una sognatrice.
"Dove hai imparato a sognare?"   "Da piccola mia madre mi raccontava delle favole. Favole bellissime che ascoltavo prima di addormentarmi.”

“Sai qui è bello però voglio andarmene…perché da quando nessuno mi racconta le favole io non sogno più ed il mio cuore si sta spezzando”.

“Volevamo i sogni e li volevamo per tutti”

“Ecco Geo, una bambina può essere amica di una libellula? La risposta è davanti ai tuoi occhi. Noi della Combriccola siamo tutti amici, eppure ti sembriamo così simili?"

Mamme, io ve lo consiglio tantissimo!! Bimbi, leggete e sognate!

Questo post partecipa all'iniziativa di Ispirazioni & co. Il mese di luglio è Pillole di libri.



martedì 4 novembre 2014

Casa mia

Quando ero piccola amavo l'appartamento del piano di sopra per il suo immenso salone; in quell'appartamento ora ci abito e ti scrivo, cara Malù, dall'immenso salone ( che visto con gli occhi di un adulto è semplicemente grande).
Mi piace casa mia. Non si trova in un bel quartiere, non ha la vista mare e ha solo un piccolo balcone ma l'ho sognata fortissimo nel corso dei due anni che ho passato lontana, immersa nella nebbia. In realtà, ho amato anche la mia prima, minuscola casetta, il nostro primo nido d'amore di circa 50 metri quadri dove riuscivamo comunque a riunirci in venti persone. 
Non rimpiango niente ma non era davvero "casa mia" e sono dovuta partire per capirlo; casa mia è dove c'è la mia famiglia, ci sono i miei amici e il mio mare. Alla fine dei due anni andavo ogni mattina in stazione cantando "Let me go hooooooooooooooooooooome" di Bublè e sognando di dire addio alla vita da pendolare. 
Così è stato e con la nascita di mio figlio è nata anche la sua cameretta piena di carillon, luci soffuse e murales con tanti animaletti alle pareti. Io ci passerei delle ore! Voglio recuperare tutti i libri di fiabe che leggevo da piccola e creargli una libreria "fiabesca"; voglio che impari a sognare e a non smettere mai.




Ridere

Cara Malù, tu mi dirai, a chi non piace ridere? Eppure ci sono persone che danno proprio l'impressione di non volerlo fare. Io ho avuto fasi della mia vita in cui non volevo ridere. Volevo piangere, arrabbiarmi, stufarmi, stare da sola, crogiolarmi nella disperazione. Senza avere neppure un serio motivo. Non voglio più essere così.
Ridere attira altre risate, attira positività e può davvero fare la differenza nell'essere in grado di migliorare la propria vita. Ho deciso di frequentare chi mi fa ridere e allontanare il resto. Ho deciso di imparare a "sorridere nei guai proprio come non ho fatto mai" perché mio figlio merita una mamma così e se imparerà a ridere di più avrà una vita migliore, ne sono certa. 
In effetti la maternità insegna mille lezioni diverse e tra queste c'è proprio il riuscire a ridere anche dopo notti insonni, pianti e monotonia; basta un versetto buffo, un gioco, una fiaba letta ad alta voce, una canzoncina e il sorriso arriva, dolce, genuino, rigenerante.


http://it.wikipedia.org/wiki/Risata

Mia sorella

Mi piace mia sorella. 
Mai tanto brillante umorismo fu mescolato ad un cosmico pessimismo.
Da piccola era buffa, la difendevo da ogni male e le insegnavo quello che i miei 4 anni e mezzo in più mi consentivano di insegnarle; da adolescente ci menavamo ripetutamente e molte volte ho creduto che non avrei mai capito niente di lei; nell'età adulta ho riscoperto quell'affinità che ci porta a sostenerci sempre e comunque, anche dopo una litigata, e a passeggiare con in nostri figli cercando di berci un aperitivo alcoolico che ci sta sempre bene.
Ma quello che davvero mi piace di mia sorella è quando esce fuori quella complicità che solo chi ha convissuto per 27 anni può avere; esempio pratico: ci piace "scemeggiare" e ieri passeggiavamo spingendo i rispettivi passeggini quando ad un tratto da un negozio riecheggia una nota boiata pop " say it once"; mi sono girata istintivamente verso di lei ed è partito il canto con vocette/mossette da boyband in mezzo alla gente. E più tardi siamo finite in una bettola perché mio nipote (di due anni) incredibilmente si era addormentato e volevamo berci uno spritz come quando eravamo senza pargoli; tutte prese dall'eccitazione  (chi è madre capisce cosa intendo) non abbiamo badato al tipo di locale in cui ci siamo fiondate: bar puzzolente, con mobilia scalcinata e macchinette slot machines (ad un tratto un tizio ha iniziato a litigare con una tizia per dei soldi da mettere in questi aggeggi). Per fortuna mio figlio ci ha dato la scusa per uscire immediatamente dopo aver ingurgitato gli spritz (lui ha tre mesi) che erano comunque buoni e a basso costo (eh, bè..).
Il punto è che noi ci facciamo un sacco di risate con niente e la giornata migliora all'istante.


 


Scrivere

Da bambina aspettavo con ansia il momento in cui avrei imparato a leggere e scrivere. Quando è successo, ho iniziato a buttare giù delle storie e delle poesie ma soprattutto a tenere diari; nessun talento ma molti sfoghi!

L'ultimo di questi diari, come già detto nel post introduttivo del blog, l'ho tenuto dai 10/11 anni fino ai 20 e lo chiamai come te, Malù. Ho commesso l'errore di rileggere qualche giorno fa la parte che scrissi durante l'adolescenza...MI SONO DEPRESSA! ERO INSOPPORTABILE! Credo proprio di avere iniziato a perdermi nel periodo del liceo..oscillavo di continuo tra l'osannazione e l'affondamento di me stessa. 

Credo di aver tirato fuori il peggio di me in quegli anni e voglio lasciarli alle spalle, diario compreso. 

Quindi ora rispolvero questa vecchia passione e la metto al servizio solo di ciò che di bello c'è, le cose che piacciono a me, mi perdono e vado oltre. Possiamo essere ciò che vogliamo!

"Il segreto risiede solo nel presente. Se presterai attenzione al presente potrai migliorarlo. E se migliorerai il presente, anche ciò che accadrà dopo sarà migliore. Ogni giorno porta con sé l'eternità" (P. Coehlo - L'alchimista)

Il quarto di luna

Non che non ami la luna piena, cara Malù, ma il quarto di luna nel cielo limpido mi fa sorridere tantissimo!
Anche stasera ho aperto la finestra per chiudere le persiane ed era lì, con la stellina della sera (la chiamo da sempre così, credo possa essere Venere ma non me ne intendo..).

In un attimo mi sembra di vedere il sorriso dello Stregatto di Alice e il bambino della Dreamworks che pesca! E ringrazio per avere ancora un pochino gli occhi di quando ero bambina e credevo che le favole fossero vere, che la magia esistesse perché la realtà mi appariva troppo noiosa. 




   

Il focolare

Cara Malù,

in questi ultimi anni ho riscoperto la passione per il "focolare domestico". Purtroppo non possiedo un camino, il "focolare" a cui mi riferisco è solamente metaforico. 

Sarà stata la nascita di mio nipote prima e di mio figlio adesso ma amo trascorrere del tempo tutti insieme in famiglia (ormai allargata); l'ideale è un sabato sera dalla nonna (ormai bis) a sbranarci una pizza, bere birra, prenderci in giro e sentirmi...al sicuro, al caldo. Come da bambina quando mia zia la domenica portava fuori mia sorella e me e poi si tornava a casa a giocare a Cluedo o Scotland Yard (anche Yathzee e...Atmosphere! Ve lo ricordate?? Ho pure scoperto molti anni dopo che l'attrice che impersonava la vampira era "Chiara" di Vivere, UAH! Ok, la conosco solo io...) ed eravamo felici così. 
Sarà la vecchiaia (ormai sono 31) o la maternità o la consapevolezza che mia nonna non è eterna e sembra perdere di colpo cinquant'anni quando andiamo a trovarla ma...ecco...iniziamo il viaggio nei ricordi alla riscoperta di me stessa da questo: AMO STARE IN FAMIGLIA E SENTIRNE IL CALORE. Dovrò sempre trovare il tempo per questo, non c'è lavoro che tenga. 

Perché Cara Malù!


Quando avevo circa dieci anni lessi Il Mondo di Malù, la principessa della mente. 
Mi affezionai così tanto al personaggio che da quel momento decisi di dare al mio diario il suo nome e iniziavo ogni nuovo sfogo/racconto con "Cara Malù". 

Tenni quel diario fino all'università quando smisi di scrivere e anche di prestare attenzione a me stessa, a ciò che realmente mi piace e a cosa può rendermi felice. 



Se vi andasse di saperne di più sul libro, ve ne parlo in questo post

Malù è tornata per aiutarmi a ricordare chi sono, a rimanere concentrata sulle cose meravigliose che appartengono alla mia vita e a strappare un sorriso a chi ricorderà con me.




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