lunedì 13 aprile 2015

Ci vorrebbe il mare

Cara Malù, 

Masini, nel suo pessimismo cosmico, una cosa giusta l'ha detta: ci vorrebbe il mare, che accarezza i piedi, ci vorrebbe il sale per guarire le ferite.

Io questa settimana ho le balle che girano a mille. In realtà ormai mi girano da un po' di settimane. Forse da mesi. E' che girano a intermittenza, per cui non sempre me ne rendo conto. 
Il lavoro va male, lo dicono troppi, cantava l'Irene, e mi ritrovo d'accordo pure con lei, anche se io non ho la sua valigia di sogni prima della partenza su cui concentrare pensieri positivi e quindi la mia testa gira, gira, gira assieme alle balle, smuovendo pensieri ombrosi e grigiosi. La legge di attrazione mi punirà, lo so. Amen. 

mercoledì 1 aprile 2015

Voglio volere

Cara Malù,

ieri, dopo tre mesi, ho trascorso una serata da "mamma in libera uscita" e non poteva esserci uscita migliore che andare a sentire il Liga in concerto.

A onor del vero, il mio rapporto col Liga è sempre stato un po' contraddittorio perché, tranne qualche brano storico del tipo "Ho messo via", "Balliamo sul mondo", "Certe notti", "Ti sento" ecc... non mi ha mai detto molto. 
In generale, difficilmente impazzisco per la musica  e le voci italiane.
Una mia amica, fan sfegata del Liga, di quelle che si tatuerebbero interi suoi brani addosso (e sospetto anche una sua fotografia), mi ha convinta ad andare a vederlo a San Siro. 
Era l'afoso luglio del 2011, sono uscita dallo stadio con circa 25 punture di zanzara lombarda, totalmente sfatta e....felice, felice, FELICE!
E' stato uno spettacolo. Un vero spettacolo. Di quelli che ti lasciano stampato in faccia un sorriso da ebete e un ritornello che risuona nella testa, che ti lasciano addosso la voglia di abbracciare tutti perché il mondo è bello e se si canta tutti insieme, uno stadio intero, all'unisono, illuminati solo dalla luce di accendini e cellulari, vuol dire che c'è speranza perché si cerca ancora la bellezza, la si riconosce e la si vive, anche solo per un paio d'ore, anche solo per la durata di un concerto.

Io sono stata illuminata dalla bellezza del Liga dal vivo. Ho amato follemente quelle canzoni che già mi piacevano e ho apprezzato anche quelle che, sentite alla radio, non mi dicevano niente.

Il punto è che col Liga questo mi capita ancora oggi: amo i suoi concerti, soprattutto quelli negli stadi, ne esco rigenerata; però mi esalto raramente per qualche suo singolo e non riesco a sentire un intero cd senza sbadigliare. 
Degli ultimi due album, ad esempio, posso dire di apprezzare giusto due o tre brani. 

Eppure, anche ieri sera mi sono emozionata e quasi commossa. Il Liga canta di noi, canta delle ingiustizie che ci circondano, dello schifo e della durezza della vita ma anche (e forse soprattutto) dell'amore, della bellezza che comunque esiste sempre, dei sogni che non possono essere abbandonati. Ci possiamo immedesimare tutti in almeno uno dei suoi brani e questa è la sua vera forza. Non la voce, non la melodia ma i testi e quel suo modo di fare affabile che lo fa sentire davvero "uno di noi".

Scelgo per il post di oggi "Voglio volere" perché è una "canzone migliora giornata" da usare quando hai voglia di mollare tutto, di arrenderti, di non essere più curioso e di non cercare più, appunto, quella bellezza che invece esiste sempre. 

Rendiamo il nostro mondo all'altezza dei sogni che abbiamo e continuiamo a volere qualcosa che sia solo per noi.