lunedì 13 aprile 2015

Ci vorrebbe il mare

Cara Malù, 

Masini, nel suo pessimismo cosmico, una cosa giusta l'ha detta: ci vorrebbe il mare, che accarezza i piedi, ci vorrebbe il sale per guarire le ferite.

Io questa settimana ho le balle che girano a mille. In realtà ormai mi girano da un po' di settimane. Forse da mesi. E' che girano a intermittenza, per cui non sempre me ne rendo conto. 
Il lavoro va male, lo dicono troppi, cantava l'Irene, e mi ritrovo d'accordo pure con lei, anche se io non ho la sua valigia di sogni prima della partenza su cui concentrare pensieri positivi e quindi la mia testa gira, gira, gira assieme alle balle, smuovendo pensieri ombrosi e grigiosi. La legge di attrazione mi punirà, lo so. Amen. 

Non mi addentro nella descrizione dei noiosi dettagli che hanno messo in moto questo giramento universale ma ti dico cos'è che oggi l'ha fermato: la pausa pranzo in riva al mare, con un'amica, a raccontarci quello che le donne dicono, eccome se dicono. 

Piadina, bruschetta e l'immancabile gelato di Boccadasse. Il panorama, questo:



  L'amica, questa:


No, non ho fotografato cibi e bevande.
Mancavano giusto un paio di cosmopolitan e poi saremmo state come in una puntata di sex and the city senza la city.

Ora sono calma. Davvero calma, non per finta. Ora sono carica. Il mare mi carica, confidarmi in un posto meraviglioso come questo mi carica.

Non so perché mi ostini a non fermarmi e a non riprendere fiato quando sento di stare per scoppiare. Mi sento in colpa, probabilmente. O forse no, mi sa che sono così pigra che anche andare a prendermi un po' di tranquillità mi fa fatica. No, mi sento in colpa! Perché se non sono a lavoro devo correre a casa da Pupettolandia e sgravare mia madre dal suo peso (e che peso), perché anche se non ho una mazza da fare devo comunque restare seduta dietro quella scrivania e inventarmi qualcosa , studiare, migliorarmi, pensare a una via d'uscita, pensare, pensare, pensare...

STOP! DIMENTICA! Giusto Tiziano, almeno per un paio d'ore. Noi si va a Boccadasse che è un vero gioiello e se vi capitasse di passare per Genova andateci..ripartirete felici!

Poi è arrivato il weekend e ho deciso di continuare a cavalcare l'onda del ritrovato ottimismo per andare con tutta la family in un altro posto del cuore: il parco di Nervi e la passeggiata Garibaldi.
Il tempo non era dei migliori ma non importa, è sufficiente uno sguardo al panorama per essere rimessi al mondo, con qualunque condizione meteorologica.

Viaggiare, per me, è anche questo: percorrere pochi km per tornare in un posto del cuore, lasciarmi abbracciare da quel luogo speciale e ridare il giusto peso alle cose, ritrovarmi un pochino. Si può viaggiare anche dentro noi stessi, giusto Malù? 

Voglio fare un patto: d'ora in avanti, poco prima di scoppiare, mi fermerò e "viaggerò" fino ad un posto del cuore per fare un bel respiro a pieni polmoni e ripartire con coraggio. Non voglio essere fedifraga, voglio rispettarlo.
Ecco Baby M. che dorme cullato dal suono delle onde sugli scogli..beato lui!
Questo post partecipa all'iniziativa "Una parola al mese". La parola di Aprile 2015 è fedifrago. Al link maggiori informazioni.


3 commenti:

  1. Che doooooooooooooooooooolce bambolotto!!!!! ^________^
    Di problemi ce ne saranno sempre, l'importante secondo me è trovare dentro di noi la molla che ci fa superare il brutto momento...........
    Per te è fermarti?? Fallo!! er altri è leggere un libro?? Benissimo!!!
    per me è fare scrap.............. =))
    Ovviamente i problemi non si risolvono comunque ma almeno si cerca di affrontarli nel modo migliore possibile............... ;-)))
    Kisssssssssssssssssssssssssss

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  2. Hai ragione, l'importante è non rimuginare all'infinito.. bacioooooo!

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  3. Io adoro la musica italiana e hai citato tante belle canzoni...
    Che dire? Se sono questi gli effetti, un po' di mare serve anche a me...

    P.S. Grazie per aver partecipato a "Una parola al mese".

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