martedì 19 maggio 2015

Il caso non esiste

Cara Malù, 

il periodaccio che ho passato due anni fa ha portato del buono. 

In realtà, ormai credo fermamente che da qualunque situazione, anche la più brutta, possa nascere del buono. 
Certo, questa affermazione presta il fianco a tante obiezioni quante sono le disgrazie a cui ci capita di assistere o comunque di cui sentiamo parlare ogni giorno, guardando semplicemente il tg.
A queste obiezioni potrei rispondere solamente così: è una questione di fede. Non propriamente la fede religiosa, quanto quella speranza graniticamente intatta che possiede chi crede che comunque tutto tenda alla perfezione, che c'è un disegno che conduce al buono, anche se non lo possiamo comprendere. Quella speranza che, appunto, ti porta a pensare che, nonostante tutto, arriverà il bello che c'è in ogni cosa.



Non ho creduto in niente per quasi la metà della mia vita. Non ho più prestato attenzione a niente, dentro e fuori di me. 

Il periodaccio mi ha costretta a cercare un aiuto, un qualcosa che anestetizzasse il dolore. E ho trovato il meraviglioso blog di Mathilda. Da qui, mi sono avvicinata ad una spiritualità che nulla ha a che fare con un credo religioso specifico. 
Ho imparato cosa siano la meditazione, l'ho oponopono, il reiki, i chakra, gli spiriti guida, la legge d'attrazione, il channeling e cosa sia l'energia, tutti termini che, fino a poco tempo fa, mi avrebbero lasciata indifferente e, anzi, fatto sorridere un po'. 

Bè, in realtà non posso affermare di aver "imparato cosa siano", diciamo che ora non ne ignoro più l'esistenza e conosco qualche informazione a proposito. E non rido più quando sento parlare di aura, cure olistiche e ripetizioni di mantra.
Il punto fondamentale è che ho ricominciato a credere che ci sia qualcosa oltre la realtà che tutti noi tocchiamo, vediamo e ascoltiamo e ho notato che, se impariamo a farci caso e a "sentire" non necessariamente con l'udito è possibile per tutti rendersi conto che c'è "altro" e che forse il caso (inteso come insieme di fortune o sfortune che ci capitano quotidianamente) non esiste ma tutto capita per una ragione ben precisa. Che sia per farci imparare una lezione o per metterci in guardia o per premiarci e farci capire che siamo sulla buona strada, nulla capita così, tanto per rovinarci una bella giornata (o anche migliorarcela in un nanosecondo).

Stasera parteciperò ad un cerchio di meditazione per il quale è necessario avere una pietra che "sentiamo" adatta a noi e all'occasione.
Io non ho pietre. Mai avute. Non mi hanno mai attratta e non ho mai "sentito" niente al riguardo.
Ieri, siamo andati al mare io, Marito e Baby M. e, mentre mi trovavo in macchina, mi è tornato in mente il Cerchio e di essere senza pietra. Ho pensato: "bè, se è destino che debba avere una pietra m'imbatterò in un mercatino e la troverò, altrimenti pazienza".
Siamo scesi in spiaggia ed è comparso all'improvviso un indiano. Mi direte voi, sai che novità, i Vu' cumprà popolano le spiagge dalla notte dei tempi, il destino centra poco.
Potreste avere ragione voi. Eppure, su una spiaggia ormai deserta (erano le 18.30 e siamo rimasti solo un'oretta) lui è stato l'unico ad essere passato e si è fermato solo da noi. 
Abbiamo parlato a lungo prima della "contrattazione" per la pietra e ci ha lasciato il suo numero di telefono nel caso sentissimo di qualcuno che cerca operai o comunque personale. Ci ha fatto vedere le foto dei suoi 4 figli (complimenti vivissimi!) e ci ha detto, con voce un po' incrinata dalla commozione, che il figlio più piccolo non l'ha ancora mai visto.

Ok, so cosa state pensando mentre leggete perché la parte più cinica (o forse assennata?) di me lo pensa anche lei: srotola la sua triste storia a chiunque per fare pietà e vendere. 

Può essere. Ma si è messo a parlare del potere delle pietre. Io stasera ho il Cerchio al termine di un percorso in cui si è parlato anche di questo. Coincidenze? Forse. Ma lo dice pure il Maestro Oogway che "il caso non esiste" e io alla saggezza dei cartoni animati credo sempre!




Alla fine mi sono portata a casa una collana che non contiene quarzo rosa (in realtà mi sarebbe servito questo) ma lapislazzuli blu che amo follemente e totalmente. Il blu è il mio colore preferito e io ho "sentito" di adorare la collana appena l'ho vista!


Se non è amore, allora era un calesse; se non è stato sincero, allora mi ha fregata e scucito dei soldi, può essere. Ma voglio credere non sia così e di aver aiutato in un colpo solo un brav'uomo e la mia meditazione di stasera.
La "me stessa cinica" mi sta insultando e deridendo, la mia "nuova me stessa spirituale" mi sta stimando e incoraggiando perchè, per una volta, ho dato retta al mio istinto. 
E voi, a chi date retta?

5 commenti:

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  2. Ciao Malù credo che tu abbia fatto bene a dar retta al tuo istinto,sai per un periodo sono stata combattuta fra quello che in oriente è inteso come il mondo delle forme e il mondo trascendentale.Ossia fra la materialità e la razionalità di questa realtà e il lato spirituale della vita quello che non vedi ,non tocchi ma senti dentro di te.
    Lo scozzo non è del tutto terminato,ma un giorno mi è arrivata la lezione giusta,quella che mi ha fatto comprendere.Che un mondo non deve necessariamente escludere l'altro,che la nostra parte spirituale non deve per forza detronizzare quella materiale e razionale ma che equilibrio è saper convivere con entrambe e amalgamarle.
    Fin dei conti l'hai fatto anche tu pur sapendo che poteva essere una "sola" hai seguito quel che sentivi e quella collana ti ha detto molto,l'hai sentita tua nel profondo di te stessa, e ci sarà pure una ragione, questo è quel che conta.Il caso non esiste ormai ne sono convinta da molto tempo.
    Un saluto.

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    3. Ciao Carolina, grazie per il commento!! Sono d'accordo, bisogna trovare l'equilibrio..non sempre è facile ma bisogna provarci..Un bacio! Serena

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