martedì 15 settembre 2015

Una lunga estate

Cara Malù, 

la pausa estiva è stata più lunga del previsto. E' stata un'estate strana, faticosa, in salita. Ma anche giocosa, formativa.

Baby M. ama stare in acqua e ama mangiare la sabbia. Si innervosisce da matti se glielo impedisci e questo ha reso le giornate in spiaggia un incubo. Il nervosismo si è impadronito di lui fino a trasformarlo in un bimbo sconosciuto, tutto capricci e lamenti, instancabile e incapace di dormire tutta una notte in pace.
In più la lite coi vicini della casa al mare ha esacerbato la già tesa situazione. Impossibile dormire per il loro casino fino a mezzanotte (quando andava bene), impossibile dormire dopo mezzanotte per i pianti del Baby che naturalmente la mattina si svagliava al più tardi alle 7 (piangendo perchè non veniva immediatamente portato fuori).

Risultato? Non vedevo l'ora di tornare a casa mia nella speranza di riconquistare la quiete perduta ma ho resistito tre settimane per far stare i nonni col nipote che durante l'anno vedono poco.

La mia campagna

Che cos’è questa valle per una famiglia che venga dal mare, che non sappia niente della luna e dei falò? Bisogna averci fatto le ossa, averla nelle ossa come il vino e la polenta, allora la conosci senza bisogno di parlarne.  
C. Pavese, La luna e i falò.


Cara Malù, 

non ti ho ancora parlato della mia campagna. Quella che da piccola guardavo dall'alto in basso, che rifuggivo come la peste, che andava bene giusto quei cinque giorni tornata da Roccella se c'era anche la mia (unica) amichetta di Orsara e se mi portavano in piscina e poi...per favore torniamo in città che mi annoio!!

Le cose cambiano, le priorità cambiano, il bisogno di rigenerarsi rimanendo a contatto con qualcosa di diverso dal cemento, dallo smog, dalla frenesia della vita di tutti i giorni prima o poi arriva, almeno, per me è stato così e ora inseguo la mia campagna ogni volta che desidero ascoltarmi un po'.