sabato 31 ottobre 2015

Fantasia e caffè

Cara Malù,

la mia amica Patricia del blog Myrtilla's house ha indetto una simpatica iniziativa dal titolo Insieme raccontiamo . Lei propone l'incipit di una storia e i partecipanti la concludono commentando il post o scrivendo un post nei loro blog.

Io non mi sento tagliata per la scrittura creativa anche se diventare una scrittrice è stato uno dei due milioni di mestieri possibili che mi ero immaginata da bambina. Tra le mie molteplici passioni infantili in effetti c'è stata, seppur per breve tempo, quella di scrivere poesie e brevi racconti ma si è spenta in un paio d'anni, risultando presto palese il mio essere affine a qualsiasi cosa vi sia di razionale piuttosto che di creativo in questo mondo (mica per niente ho studiato legge e la mia prof. di italiano del liceo mi accusava di essere troppo rigida e razionale). Questo non vuol dire che non sia sensibile a determinate forme d'arte (adoro la musica e la danza, come ben sai, ho studiato pianoforte e ho ballato fino a qualche anno fa) ma non sono in grado di creare con le mie mani qualcosa che si possa dire davvero "artistico" nel senso di creativo, innovativo, etereo e allo stesso tempo potente nella sua capacità di comunicare uno stato d'animo.

venerdì 23 ottobre 2015

Le boy band degli anni ' 90

Cara Malù,

quando mia sorella è diventata mamma mi parlava del senso di solitudine che si può provare soprattutto se non si hanno altre amiche mamme. 

L'impossibilità di uscire e di fare gli orari della "vita precedente" (perchè davvero diventare madre ti porta una nuova vita) o di stare ore al telefono (e poi per raccontare cosa quando ormai ogni giornata è incentrata su pappe, coliche e dentini e le news più golose che potresti condividere riguarderebbero esclusivamente i progressi del baby) fanno sì che i contatti si riducano al minimo sindacale e gli incontri "live" siano un miraggio.

Ora comprendo di che parlava. E lo comprendo anche se, lo dico subito, gli amici - certo, solo quelli davvero affezionati o quelli che sono diventati anche loro genitori - nel mio caso son rimasti. 
Ma i contatti si sono ridotti e gli incontri "live" pure, anche perché siamo entrati in quella fase in cui Baby M. non quieta più da nessuna parte e giustamente non sempre gli altri hanno voglia di stare in casa (nostra) ma preferiscono uscire. Però ogni tanto ci si vede ancora e ci si sente anche se solo velocemente su whattsup.

martedì 20 ottobre 2015

I wish, il tag dei desideri


Cara Malù,

anche qui nel mondo del blogging inizio ad avere qualche amichetto virtuale.

Regina del blog Una donna senza importanza mi ha taggata consentendomi di partecipare all'iniziativa partita da Racconti dal passato e di sfregare la mia lampada virtuale per esprimere gli agognati tre desideri.

Ringrazio quindi Regina, sfrego e...ciao Genio, ecco qua:

1) Vincere Il Concorso ( e le maiuscole non sono casuali);

2) Un lavoro appagante per mio marito e possibilmente vicino casa, così potrebbe rimanere con noi tutte le sere (ma forse sono proprio quei tre giorni a settimana senza vederci il segreto della longevità e felicità della nostra relazione...);

3) Che i miei bimbi possano crescere sani e felici di quella felicità concreta che è data dal saper vedere sempre il lato bello di ogni situazione senza arrendersi mai.

Questi sono decisamente in cima alla mia lista dei desideri.

Già che ci sono ne aggiungo qualcun'altro:

4) che i vicini della casa al mare cambino casa;
5) vedere un concerto di Ennio Morricone all'Arena di Verona;
6) frequentare un corso di danza latino-americana e partecipare a qualche gara, il tutto dopo aver perso una decina di chili che così con quei fantastici costumi da ballo starei da dio;
7) vedere New York sotto Natale;
8) frequentare un corso di make up e avere una scorta illimitata di trucchi;
9) parlare perfettamente l'inglese;
10) frequentare un corso di canto e magari ricominciare a suonare il piano;
11) avere una casetta in montagna;
12) avere un ascensore nel palazzo;
13) fare un bel viaggio di famiglia, magari portare tutti insieme a Disneyland i bimbi e dormire in uno degli alberghi DENTRO il parco;
14) avere tempo libero per me stessa, almeno qualche ora tutte le settimane;
15) comprarmi la Go Pro e fare un corso di video editing;
16) nel caso in cui il desiderio n. 1 andasse male, lavorare presso un Disney Store e/o dentro una libreria per bambini. Magari lo apro io sia il Disney Store che la libreria visto che nella mia città non esistono.

Potrei continuare ma mi fermo qui. 


Forza, esprimete più desideri possibili che se non li esprimete non si esaudiranno mai!

venerdì 16 ottobre 2015

Il coraggio di una madre

Cara Malù,

oggi voglio raccontarti una storia. E' la storia di una donna bellissima che desidera più di ogni altra cosa avere un bimbo. E la vita l'accontenta, arriva un bambino meraviglioso, pacioccone, dagli occhi grandi che le assomiglia un sacco.

Il bimbo cresce ma la mamma sente che qualcosa non va. Non se lo sa spiegare all'inizio ma l'istinto le dice che quegli occhi grandi sono troppo distanti, distratti, a tratti assenti.

Purtroppo, un brutto giorno, la mamma ha la conferma della fondatezza dei suoi sospetti dai medici: è autismo.

Prova un turbine di emozioni all'unisono: disperazione, senso di colpa, rifiuto. Da qui, comincia il suo percorso di crescita che la porterà a scoprire un mondo nuovo, a comprendere che quel bambino così desiderato è perfetto così com'è e ad impiegare ogni energia per farlo crescere sereno e per far conoscere anche agli altri il significato della parola autismo nella speranza di ridurre, e magari cancellare, l'isolamento con cui si ritrova a fare i conti tutti i giorni. 

Decide così di aprire una sorta di diario nella pagina facebook "La mamma di Saul" dove condivide momenti di gioia e dolore quotidiani, la gioia per i progressi del piccolo Saul e il dolore per le crisi di rabbia e pianto che ogni tanto si ripresentano, la gioia per le amicizie fatte a scuola e il dolore per quei genitori che apertamente e senza alcun pudore si lamentano della presenza di Saul in classe, nemmeno fosse un animale pericoloso da rinchiudere.

Io la seguo e leggo sempre e non solo perchè questa mamma meravigliosa è mia cugina ma perchè ha un'anima bella e rara che è un piacere scoprire tra le righe dei suoi racconti.

Ora io nel mio piccolo voglio condividere la sua storia e cercare di aiutarla nella sua lotta all'ignoranza e alla poca sensibilità nei confronti di chi è affetto da autismo.

Questo è il link della pagina FB: La mamma di Saul

E d'ora in poi, se vi imbatteste in un bambino iperattivo che non riesce a rimanere in coda al supermercato o che piange e urla senza un apparente motivo, non puntate immediatamente il dito sulla madre o sul padre che lo accompagna; potrebbe non essere colpa di mancanza di disciplina. 

Cerchiamo tutti di avere più comprensione nei confronti dei bambini e di usare quel minimo di sensibilità che può farci capire di fronte a quale situazione ci troviamo.

Ti voglio bene mamma di Saul.

P.S.: Saul è un nome ebraico e vuol dire "chiamato, voluto, desiderato". Che altro potrei aggiungere? Leggete lei, che scrive anche meravigliosamente.




giovedì 1 ottobre 2015

Cose che amiamo senza sapere il perché!

Cara Malù, 

questo sarà un post strampalato e sconclusionato, ti avverto.

Se preferisci non imbatterti in fumosi deliri da inizio autunno, non proseguire nella lettura, fermati qui.