mercoledì 13 gennaio 2016

#cosecheamosenzasapereilperché - Di ciò che muta e di ciò che resta -

Cara Malù,

al momento pare non esista pannolino che impedisca al Tututu/Baby M./Ciccio Pasticcio/Lorenzo di pisciarsi addosso di brutta maniera. E quando dico "di brutta maniera" intendo che il bagnato arriva fino al petto...il sospetto è che la faccia puntando direttamente verso l'alto e nulla possa il povero pannolino, nemmeno se è della taglia "XL - Progressi - Corre" di una nota marca.


Per fortuna ho numerosi caloriferi sparsi per casa che mi consentono di asciugare il bucato anche in assenza di sole, che la scorta di bodini e pigiami a fine settimana scarseggia; tra i miei caloriferi preferiti ci sono quelli per gli asciugamani in bagno. Non li avevo nella casa dove sono cresciuta e li adoro, esco dalla doccia e l'accappatoio è caldo, posso lasciare lì il pigiama da infilare una volta asciutta, una coccola in più la sera quando il sonno bussa animosamente e non si vede l'ora di ricongiungersi col letto.

E così mi è venuto in mente che quando ero piccola adoravo fermarmi a dormire da mia zia. E' la mia sola zia di primo grado, nubile, senza figli e convivente con mia nonna. 
Tra i motivi di gioia c'era sicuramente la possibilità di avere una colazione a base di fette biscottate e nutella (unica spinta ad un risveglio celere visto che, di solito, ci volevano le cannonate a tirarmi giù dal letto) e poi....il fatto che mia zia soleva metterci i pigiami e le calzette a scaldare sul calorifero così da averli belli caldi al momento di infilarci sotto le coperte.

Ora, tra #lecosecheamosenzasapereilperché (qui il primo post) c'è il pigiama caldo di calorifero prima di andare a letto. E ci sono i caloriferi verticali per gli asciugamani... 
Mi ricorda la premura che aveva per noi una persona che tanto è stata protagonista della mia infanzia quanto oggi mi sta sulle balle. 
Una mutazione non propriamente allegra, lo so. Però in questa mutazione qualcosa dell'antico affetto è rimasto, incontrovertibilmente. Perché ogni volta che compio lo stesso gesto per Lollo penso a lei che, in effetti, era l'unica ad avere questa abitudine (forse perchè non c'è il riscaldamento autonomo in casa sua e noi bambine ci lamentavamo per il freddo, non so). E questo (come altri ricordi dell'epoca) mi porta a cercare di essere comprensiva e a non smettere di volerle bene, nonostante gli screzi, nonostante tutto.

Questo post partecipa all'iniziativa Ispirazioni & Co. Il tema del mese di gennaio è la mutazione.




9 commenti:

  1. Ahahahahahaah, si chiama salvare il salvabile.
    Comunque la fissa dei vestiti caldi ce l'ho avuta pure io per un certo periodo nel periodo scolastico.

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  2. Serena a casa nostra invece si scaldava il letto .... si mettevano le braci nel "prete" ... era fantastico ... ora esistono gli scaldasonno elettrici ... come si cambia ... io però grossi pigiamotti felpati .... non vorrei finire nella sedia elettrica ....però che tragedia sti pannoloni ...si comincia e si finisce così.... buona giornata ... baciotti

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    1. Guarda sto pensando di comprare direttamente i pannoloni da nonno ;) in cascina ho ancora il prete!! mia nonna ci ha raccontato di come si usava!

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    2. Anche da me lo usava nonna! !!! Bellissimi e ovattati ricordi ♡

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  3. Nonostante il mutamento della zia o forse quello tuo che crescendo è cambiato modo nel di vederla, prevale il ricordo dolce e premuroso dell'infanzia ed è una bella immagine quella ci descrivi.

    Anche io non ho mai avuto i caloriferi (ancora oggi, solo stufe) e questi gesti erano d'uso anche a casa mia.
    Li ricordo con tenerezza.

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    1. Eh sì, muto anch'io come tutti ma alcune sensazioni non ti lasciano mai. Grazie Rosalba :)

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  4. io sono una freddolosissima che ama il freddo
    una contraddizione che vive... non sempre bene

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    1. Io non amo il freddo ma amo molte cose legate al freddo, tipo il piumone, il camino acceso, la neve ecc ecc cioccolata calda con panna ecc ecc

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