martedì 26 gennaio 2016

L'essenziale

Cara Malù,

sabato sera è giunta la tanto agognata serata tra donne. Tra l'altro non ci si vedeva da prima di Natale e così ho anche incassato il regalo della Luisa
Per questo Natale abbiamo deciso di farci dei regali modesti economicamente ma dal grande valore affettivo e abbiamo mantenuto la promessa tra dvd con sequenze di ricordi, foto incorniciate e quaderni con su scritti alcuni tra i motivi del perché siamo amiche.


E' stata anche la serata del tanto agognato ritorno al cinema che non mettevo piede in una sala cinematografica da qualcosa come un anno...e forse più. E ce l'abbiamo fatta in extremis a mantenere un'altra promessa: vedere insieme Il Piccolo Principe.

Il libro: devo confessare che mi fu regalato quando avevo circa 8/9 anni e non mi piacque per niente
Feci fatica a comprenderlo, anzi non lo compresi affatto, e ancor più fatica a finirlo. Mi annoiai a morte e mi chiesi cosa ci fosse di tanto meraviglioso in un bambino che blatera frasi sconclusionate ad una rosa. Dimenticai ben presto la storia e soprattutto il finale che, dal punto di vista di un bambino, non può considerarsi felice nè soddisfacente.

Il film: è splendido. Non ho altro da dire. E' delicato, poetico, intenso. Le immagini che descrivono la storia del Piccolo Principe, così come l'Aviatore la racconta alla bambina, sono stilizzate, fedeli alle bozze fatte a mano dall'Aviatore stesso. Il doppiaggio è azzeccatissimo tranne forse la Ramazzotti/Rosa che non mi ha convinta. 



E così ho ricordato la storia. E ricordato il finale.

E mi ha investita in pieno petto per poi rigarmi le guance di lacrime. 

Fortunatamente mi ero truccata poco e mi raccomando donne, non abbondate col mascara quando e se deciderete di vederlo, è pericoloso, dovrebbero vietarlo ai trucchi pesanti o fornire salviette struccanti all'ingresso. 

Perché la Volpe si lascia addomesticare ma dovrà dire addio al suo amico e comunque sa che non saranno mai davvero separati finché si vedranno con il cuore, che l'essenziale è invisibile agli occhi



E così il Piccolo Principe arriva nel deserto, incontra l'Aviatore, che addomestica a sua volta, conosce il Serpente e alla fine si rende conto di una semplice quanto amara verità: deve tornare dalla sua Rosa, che lei è unica in tutto l'Universo perché è la Sua, l'ha curata e amata come nessuna e alla fine, troppo giovane per capire come amare, l'ha abbandonata. 
Deve tornare da lei ma il corpo è troppo pesante e non può portarlo con sè; accetta quindi il morso del Serpente perché possa librarsi nell'aria e tornare sul suo asteroide dove l'aspetta la Rosa. E l'Aviatore è costretto a lasciarlo andare, non vuole ostacolare la sua libera scelta. 



Lui sarà in una Stella, su quella Stella riderà e se l'Aviatore sarà in grado di guardare col cuore e non con gli occhi lo vedrà e sentirà ridere e così sarà come se tutte le Stelle dell'Universo ridessero per lui.



Nel frattempo io non facevo che piangere, altro che ridere. 

L'Aviatore, ormai anziano e malato, si ritrova a sua volta a spiegare alla sua piccola amica, con le stesse parole del Principe, che presto dovrà intraprendere il suo ultimo viaggio, quello più lungo. E da questo momento inizia la storia non descritta nel libro, la storia che svelerà che ne è stato del Piccolo Principe e cosa voglia dire "Essenziale".

Nel mondo frenetico di oggi i sogni non rientrano più nell' "essenziale". L'infanzia, la sua fantasia, la capacità di credere non ne fanno parte, anzi, costituiscono un inutile intralcio al successo. I soldi, il lavoro, la fatica, spesso accompagnata da una buona dose di cinismo e condita con ansie e grigiore, vi rientrano invece a pieno titolo. 

La Bambina vuole distruggere questo mondo. Il suo "Essenziale" è altro. E' un'alba condivisa con un amico, è l'attenzione di sua madre per ciò che la rende felice, è leggere una bella storia ed emozionarsi, è guardare le stelle sul tetto con un telescopio. E' una Rosa che è unica tra tutte perché è solo sua, è una volpe addomesticata con la quale intrecciare un rapporto che si distingue tra gli altri mille possibili rapporti che possiamo instaurare in una vita intera. E' vedere tramonti, viaggiare, ridere, abbracciarsi. 



E' non dimenticare cosa voglia dire essere bambini, che il problema non è diventare grandi ma dimenticare.

E' stringere la mano di qualcuno per sempre. Tenerla stretta anche quando non c'è più. 

Ecco la grande verità del Piccolo Principe, così semplice eppure così difficile da accettare: l'assenza non è essenziale. Se saprai guardare con il cuore, l'assenza semplicemente non esisterà. L'essenziale è invisibile agli occhi per chi sa portare chi si è addomesticato sempre con sé.

Mentirei a dirvi che mi consola del tutto. Da bambina personalmente non l'ho proprio lontanamente concepito.

Però se ci pensate bene queste parole racchiudono una forza potente ovvero la speranza di poter sconfiggere definitivamente la morte e la ragione che ci fa amare ed essere amati nonostante il rischio dell'assenza.



Dopo il film, controllateci a vicenda di non essere diventate dei panda, siamo andate a mangiarci su e abbiamo brindato all' " Essenziale".

Quale sia il mio già un po' ve l'ho detto tra le righe di questo post e tra i post di questo blog.

Ogni volta che sentivo la risata del Piccolo Principe non potevo non pensare al Mio Piccolo Principe, a quanto stia crescendo, a come ora cammini felice per casa e a quanto mi riempia la vita. Sì, nel mio Essenziale c'è lui. Che è diventato la sostanza dei sogni miei e che mi ha addomesticata come nessuno aveva mai fatto prima d'ora.

Che tu possa diventare un meraviglioso adulto bimbo mio, uno di quelli che non dimentica cosa significhi essere piccolo.
  

Il mio Essenziale

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