mercoledì 15 giugno 2016

Oggi succede che...

Cara Malù,

oggi succede che dico a mio padre della tua esistenza e la risposta è quella che ha sempre riservato a qualunque iniziativa considerata a priori stupida perché frivola e inutile, come se a sognare e a impiegare il tempo con leggerezza si finisse dritti, dritti negli inferi: il silenzio, l'assenza di domande in merito, le labbra lievemente tese in un sorriso increspato e gli occhi che sussurrano "BAH".

Oggi succede che su FB postano l'ennesima foto di bimbi cadaveri, uccisi in una qualche guerra, condivisione che non avrà altra conseguenza se non quella di farmi trattenere le lacrime e farmi spegnere il pc. E mi sono ritrovata a pensare che il nostro corpo dovrebbe dissolversi in mille coriandoli colorati per seguire immediatamente la sua anima così da non lasciare nella mente delle madri e dei padri e di qualunque altro essere umano che si ritrovi a piangerlo l'indelebile ricordo del suo cadavere; che per quanto vi possiate sforzare di visualizzare solamente i momenti in cui quel bellissimo corpo era piena di vita, vi rimarrà la cicatrice bruciante dello stesso freddo e gonfio, vuoto e finto e, per chi ha la disgrazia di morire di morte violenta, segnato dalla crudeltà dell'uomo o del destino. E se devo pensare a un genitore che si ritrovi davanti alla vista del sangue del proprio sangue esanime (che non esiste corpo più vivo di quello di un bimbo), bè, vorrei davvero capitasse come in non mi ricordo quale film nel quale si svanisce immediatamente al momento della morte.

Oggi succede che mi sento una madre migliore di quanto non mi sentissi ieri perché incoraggerò mio figlio a non ritenere mai ridicoli i propri sogni e mai troppo grandi per lui. Certo, continuerò ad avere difficoltà anche solo a preparare un semplice soffritto..ma non si vive di solo cibo e un giorno lui lo apprezzerà.


Oggi succede che non riesco a non scriverti, Malù, anche nel bel mezzo della lettura dell'ennesima, pallosissima dispensa che non posso non conoscere per raggiungere la tanto agognata meta. Perché la Bis non se la passa proprio bene e potrebbe avvicinarsi il momento in cui dovremo fare a meno di lei. Dei suoi sorrisi, dei suoi rimproveri, della tivù a tutto volume, delle calzette di lana colorate ad Agosto, della torta allo yogurt, dei suoi consigli, dei suoi racconti infiniti. Ma non ci voglio pensare e voglio solo abbracciarla il prima possibile. 

Oggi succede che mi voglio bene, alla faccia di chiunque altro. E voglio bene alla mia vita. E ne sono infinitamente grata.