martedì 30 agosto 2016

Piccoli flash di felicità!

Cara Malù,

il ritorno è avvenuto senza traumi, anzi, ha portato con sé piccoli flash di felicità sui quali mi costringo con forza a concentrare tutta la mia attenzione per evitare di dare energia ad altro.

* Il Vichingo pare cambiato e cresciuto di botto. DI BOTTO! Davvero da un giorno all'altro. La vacanza nelle Langhe (prossimamente un post dedicato a questa!) gli ha fatto più che bene, o forse sono i fiori australiani, o forse l'EFT che ogni tanto provo con poca fiducia, o forse la presenza costante di mamma e papà. 
Qualunque sia il motivo, pare un altro Vichingo ed è pure scoppiato l'amore con suo cugino, è socievole e gentile con gli altri bambini, mangia da solo, beve dal bicchiere, chiacchiera un sacco, ha migliorato la capacità motoria, ha crisi di rabbia mooooolto più contenute e soprattutto limitate nel tempo.
Da oggi si ricomincia con le mattinate con la mitica Tata e le serate mamma-figlio, senza il papy. Speriamo che la quiete continui. Incrocia le dita con me Malù, forza, brava!


Ph. il Marito;(c) Cara Malù

* Dialogo tra zio e nipote: "Raf, cosa mi regali per Natale?" "Ti 'egalo una macchina blu" "Ah, ok, e alla zia cosa regali?" "Mmmmm, una favola!". Ok, avrà la fila di ragazze dietro la porta.


* Giochi al parco: "Allora, io sono il pirata, Loenzo è il drago e tu zia...sei la pincipessa!!". Non mi davano della principessa dai tre anni di età, che dopo ho iniziato a gonfiarmi e a sembrare più la palla della principessa. Colpita e affondata.


* Ho contattato la business coach e attendo una sua risposta
Continuo con gli esercizi di meditazione e visualizzazione e lavoro costantemente per aumentare la fiducia che le cose stanno per cambiare, io che sono il pessimismo incarnato donna.


* Dopo due mesi di isolamento campestre, ho pranzato fuori con un'amica!! Evviva!!


* Mi pare di aver ritrovato un'intesa col Marito, che con l'avvicinarsi dell'anniversario di matrimonio ci sta proprio bene.


Risultati immagini
immagine tratta dal web








lunedì 15 agosto 2016

Lettera ad un Pirata.

Caro Raf,

che tu sia il mio ometto tutto speciale già lo sai. O forse non lo sai abbastanza. Ti vedo troppo poco, ti dedico troppo poco tempo, me ne rendo conto. Mi stai crescendo davanti agli occhi senza che io me ne accorga, presa dal tuo cugino vichingo e dalla ricerca di un'identità che fatico ancora a tratteggiare. 

Ma che io ti ami profondamente e totalmente, questo è sicuro. M'innamorai di te dal momento in cui ti vidi dormire sulla pancia di tua madre, che lei c'aveva lo scazzo post parto e io la commozione da zia alle prime armi. In fondo, se il Vichingo esiste è anche un po' merito tuo perché sei stato il primo a farmi pensare che forse potevo dedicare la mia vita anche a qualcun'altro che non fosse me stessa. Tu e la tua dolcezza di bimbo cicciottoso e profumoso di lattosio. 

Per questo tuo quarto compleanno il vero regalo lo hai fatto tu a me e a tuo zio dicendo che ci vuoi un bene grande grande. E visto che sei un pirata molto riservato, in realtà lo hai confidato a tua madre che immediatamente me lo ha riferito perché tu non ne volevi sapere di mostrarti un po' sentimentale. 

Buon compleanno mio pirata Rum&Pera, auguri al tuo sorriso luminoso, ai tuoi occhi verdi, alla tua inesauribile energia, al tuo bisogno di solitudine quando ti girano non poco e alla voglia di giocare al parco con i tuoi amici senza stancarti mai, alla tua passione appena nata per la fotografia e al coraggio con cui ti butti a capofitto in ogni nuova avventura. 

La tua zia Sere.





mercoledì 10 agosto 2016

Un risveglio lento...

Cara Malù,

io amo i risvegli lenti. Quelli nei quali puoi rimuginare sui tuoi sogni notturni per almeno dieci minuti standotene distesa nel letto per poi impiegarne altri cinque a stiracchiarti; quelli nei quali puoi farti una colazione di venti minuti preparando con cura il cappuccino e scaldandoti la brioche nel fornetto, leggendo un libro, ascoltando Tutto Esaurito su 105 o scrivendo un post, come in questo momento. Amo poter rimanere in pigiama fino a che non si è finito e digerito tutto, in silenzio, ascoltandomi un po'.