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Un tempo per danzare

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Cara Malù,
è dunque iniziato il percorso di danza Fux con gli anziani Il titolo del mio progetto è "Un tempo per danzare", ispirato dalla famosa citazione dell'Ecclesiaste: "per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo. C'è un tempo per gemere e un tempo per danzare".
E in effetti Maria Fux afferma più volte che non esiste un'età giusta per danzare, un corpo giusto per danzare, ogni tempo può diventare IL tempo per danzare.


Come primo incontro, dal titolo "Ti incontro e ti conosco", ho deciso di portare una musica a loro familiare, "Nel blu dipinto di blu" di Modugno, e di utilizzare dei foulard colorati per facilitare l'incontro con il brano e con il movimento.

Come sarà andato?
Bè, abbiamo conosciuto il colore, poi la musica, poi il colore ha conosciuto la musica e abbiamo conosciuto i colori degli altri. Tra imprevisti (continuava ad arrivare gente nuova, attirata dalla musica come api al mie…

Analisi sensoriale di un inizio

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Cara Malù,
sabato è iniziato il terzo e ultimo anno di formazione e abbiamo danzato "un inizio" Come può essere un inizio? Cosa succede prima di un inizio? E dopo? Quali rumori ha un inizio? Quali sapori, quali odori? E come risulta al tatto
E' iniziata la vita nel Monferrato e ha il rumore della campagna, del vento che muove i rami degli alberi davanti al mio balcone, degli uccellini che iniziano a cantare all'alba...(e vabbè..) e delle macchine la mattina presto e il pomeriggio tardi, delle campane del Campanone, della tv e delle chiacchiere dei vicini, delle urla dei bimbi che giocano nel cortile della scuola vicino casa mia, del CIAF di uno schiaffo dato nel tentativo di uccidere l'ennesima zanzara.  
Ha l'odore di campi concimati e fuochi accesi, di erba tagliata e del caffè che qualcuno mette sul fuoco al posto mio la mattina. 
Ha ritmi lenti e scanditi con precisione, ha il calore del corpo di mio marito accanto a me nel letto ogni sera e della mano del…

Quello che le donne non dicono: la pipì a spruzzo post depilazione.

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Cara Malù,
potrei raccontarti delle vicissitudini legate al trasloco, del mio ritorno di fuoco alla guida, dell'invasione di formiche in casa, di come il mio umore stia facendo numerosi giri sulle montagne russe ma c'è un argomento molto più urgente e importante di cui ho assoluto bisogno di parlarti. 
Un mese fa mi trovavo a fare aperitivo con due delle Pippe per salutarci prima del trasloco e delle vacanze estive e la Luisa (sì, sempre lei, quella che ha la turba dell'ascella) ha tirato fuori una storia che mi ha turbata non poco..ma partiamo dall'inizio.

Etichette: la danza.

Cara Malù,
di etichette ne ho parlato già in questo post.
Le etichette mi hanno accompagnata nel corso di questi ultimi mesi del secondo anno di formazione in danza Fux
Ne ho "scollata" qualcuna, ne ho "appiccicata" qualcun'altra. 
Sto preparando le valigie e gli scatoloni per il trasloco.
Sono in attesa di un colloquio per proporre il mio primo progetto di danzaterapia come tirocinante.
Mi chiedo dove indirizzare le energie per trovare il tanto sospirato part time. 
Cerco di fare chiarezza su cosa desideri realmente e cosa sia solo un riflesso delle aspettative sociali.
Mi mostro. Per la prima volta. E quindi ecco qua il video della mia danza proposta allo spettacolo di fine anno. 
Le etichette che ci ingabbiano, quelle che decidiamo di tenere addosso, comodamente perché si adattano al nostro essere.



Tutto quello che ho rischiato di perdermi

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colonna sonora del film Dancing with Maria
E penso a quello che ho rischiato di perdermi. La poesia e la bellezza che commuovono, che rendono la vita di nuovo degna di ogni singolo respiro, che fanno battere il cuore più forte e poi lo fermano per un istante, quello in cui ti è chiaro che ormai non si torna più indietro. Ormai ti ami e non smetti più. Ormai danzi e ti godi la ritrovata libertà di muoverti. Ormai il brusio intorno a te non ti riguarda.
E piangi di felicità e di stupore, le lacrime ti ripuliscono da tutti quegli anni in cui hai cercato di sopprimere la parte più autentica di te.  Piangi per le parole crudeli che hai scagliato contro il tuo corpo, taglienti come schegge di vetro, sembravano sparite invece si sono conficcate sotto la pelle e ogni tanto bruciano ancora. Piangi per la malignità che hai riservato alla tua anima che voleva danzare e tu l'hai derisa, rimproverata e violentata.  Piangi per la vita che ti sei lasciata passare davanti senza afferrarla, senza neppur…

Che starei bene anche se...

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Cara Malù,
credo che starei bene anche se sostituissi la vista del mare con quella delle colline;
che starei bene anche se dovessi stipare la mia roba e la mia vita in una casa molto più piccola ma più piena della presenza dell'uomo che amo;
che starei alla grande anche se dovessi perdere il sonno per consolare il pianto di un bimbo che mi ha scelto come madre;
che starei bene anche se mi ritrovassi a casa senza lavoro perché in realtà la danza e lo studio e le faccende domestiche (che a quel punto mi costringerò a fare) e mio figlio e i miei nipoti e dio sa cos'altro ci sarà mi riempiranno le giornate;
che starei bene anche se dovessi fare e disfare altre mille volte le valigie e distruggere i miei piani per crearne altri, diversi;
che starei bene anche se dovessi sopportare critiche e insulti perché sono forte e consapevole di me stessa e delle mie decisioni;
che starei alla grande anche se dovessi rinunciare a quei piccoli e grandi agi di cui ho potuto godere sinora per una vita c…

Di etichette

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Cara Malù,
capita che mi venga fatto notare quanto siano brutte le etichette che spuntano dalle ginocchiere quando danzo. "Non c'entrano niente, stonano, tagliale!", mi è stato detto. Le ginocchiere io le uso da sempre, le usavo anche quando ero ragazzina, perché sento male se sto sopra le ginocchia e mi pare sia l'unico modo per muovermi un po' più agilmente nell'alzarmi e abbassarmi quando danzo.
Lì per lì penso solo "ma chissene se si vedono, io non faccio caso all'estetica, in effetti conoscendomi andrei anche in giro con le etichette che spuntano dai vestiti senza accorgermene e sentire il bisogno di tagliarle". Poi però il discorso si è spostato sulle ginocchiere in sé e sul fatto che il mio movimento non sia ancora libero e potrebbero c'entrare anche loro, le ginocchiere. "Ma perché le metti? Ma cos'hai? Ma guarda che non hai niente! Ma guarda che è un limite che può diventare una possibilità! Ma guarda che sono loro a bloccarti