lunedì 15 dicembre 2014

Silent Night

Cara Malù,

chiudi gli occhi e ascolta Silent Night.



Ora immagina di essere, la notte della Vigilia, nel posto più speciale che hai nel cuore. Immagina di essere con le persone più care. Ora pensa a cosa vorresti davvero per Natale. Non limitare la fantasia Malù, pensa a qualunque miracolo possibile.
Immagina Luce. Luce nel mondo. Mille luci di Natale per illuminare ogni angolo, anche il più buio. Immagina che su ogni volto illuminato compaia un sorriso. I più belli sono quelli dei bambini ma li seguono tutti a ruota. Senti la felicità. Senti la pace e la fede nei cuori di tutti.

Io me lo sono immaginato. E' la mia "meditazione natalizia". Ho immaginato, ascoltando Silent Night, di essere in un paesino luccicante con la neve che fiocca la notte della Vigilia (in pratica una sorta di villaggio di Babbo Natale), di vedere finalmente ridere i miei genitori e mia sorella e tutti i miei cari in difficoltà. Ho immaginato ritrovassero la speranza e la fiducia in un futuro migliore. E con loro tutto il resto di questo mondo così magnifico eppure così insensatamente martoriato. 
Ho sentito tutto il calore che si sprigionava da questa immagine. Ed è scesa qualche lacrima liberatoria. 

Che crediate o meno nel potere del pensiero positivo..immaginate cose belle, almeno in questi giorni un po' magici. 



giovedì 4 dicembre 2014

Il canto di Natale di Malù

Cara Malù, 

stanotte ho ricevuto la visita di tre fantasmi, fortunatamente silenziosi, così non hanno svegliato Baby M. 
Il primo mi ha detto di chiamarsi "il fantasma dei Natali passati" , nome un po' troppo lungo in verità, per questo gli amici lo chiamano Sospiro, a causa dei numerosi sospiri nostalgici che provoca ogni volta che porta qualcuno a rivivere i Natali dell'infanzia.
Sospiro mi ha portata indietro nel tempo, a spiare la me stessa bambina e pacioccona che cominciava ad esaltarsi all'inizio di Novembre all'idea dell' "imminente" Natale e si disperava la sera del 25 Dicembre perché, come tutti gli anni, la festa era durata troppo poco e già le luci non avevano più la stessa magia dei giorni precedenti, anche se sarebbero rimaste accese fino alla Befana.
Eccomi lì, a scuola, a preparare la recita di Natale con le sue poesie, i suoi canti (stonati) e i suoi balletti. Sì, pure i balletti, perché mia madre, maestra (per fortuna non la mia maestra!), amava fare le cose in grande e sfruttava la mia passione per la danza per farmi creare delle "coreografie" con cui torturare gli alunni non proprio portati per il ballo e deliziare quelli (soprattutto le bambine) amanti del ritmo. 
Eccomi lì a colorare la faccia di Babbo Natale da appendere alle pareti della classe (e pure alle finestre di casa) e a creare regalini da donare ai nostri cari; eccomi lì ad ascoltare di continuo Bianco Natal, Jingle Bells e Oh Albero; rieccomi lì con il naso appiccicato alla finestra della cucina perché stanno passando gli zampognari sotto casa e poi in sala a decorare l'albero con mamma e Chiara e poi in adorazione davanti al Presepe di mia madre, abile come solo una maestra può essere nel creare panorami mistici con la carta, il muschio, la carta stagnola e qualche aiuto "elettrico" (ad esempio il mulino che gira e la fontana che fa scorrere dell'acqua vera); eccomi ancora mentre apro la nuovo finestrella del calendario dell'avvento per papparmi il cioccolatino (e sì, lo ammetto, eccomi pure mentre ne apro più di una al giorno per papparmi più di un cioccolatino..), calendario come ogni anno regalatoci da Zia Irmina. 
Eccomi lì esaltatissima perché (ancora una volta) la Zia Irmina ci sta portando a vedere al cinema il nuovo film Disney (all'epoca ne usciva uno all'anno in questo periodo) e ho potuto portare un'amichetta ad esaltarsi con me; rieccomi con la Zia a visitare i Presepi nelle chiese del quartiere e a bermi, dopo il "tour", una cioccolata calda per scaldarmi.
Ecco le luci che si accendono e che brillano persino nelle vie laterali del mio quartiere! Ecco le vetrine in festa, i carillon, l'allegria.
Infine, eccomi mentre leggo a mia sorella, come ogni Vigilia, questi due libri:

No...non ho una spiegazione sul perché leggessimo la Pantera Rosa a Natale..


lei ancora non sapeva leggere e le piaceva che le "facessi le vocette" dei personaggi Disney. Poi si guardavano i mille cartoni natalizi che passavano sulla Rai fino a sera tardi e a quel punto iniziava la notte più magica di tutte, la notte della Vigilia. Eccoci tutte e due nei nostri letti a parlarci per cercare di rimanere sveglie e beccare questo benedetto Babbo Natale; non ce l'abbiamo mai fatta a beccarlo, accidenti. 
E siamo giunti alla mattina di Natale! Corsa verso l'albero per afferrare i pacchetti, urla e gridolini di giubilo, colazione e pranzo dai nonni con abbuffata e tombolata digestiva (o partita a Memory). 

All'improvviso, Sospiro mi ha riportata a qualche Natale dopo, quando non credevo più in Babbo Natale, in casa si litigava un po' troppo e tutti tenevano il muso, le luminarie nel quartiere erano sempre meno e  più brutte causa "la Crisi" ( con la "C" maiuscola, che ormai è passata dall'essere un concetto astratto a divenire un personaggio cattivo in carne e ossa, come potrebbe essere "il Grinch"), gli zampognari dovevano essere emigrati in qualche posto del Sud al caldo e il Natale era sempre bello ma meno magico e più nostalgico; infine, mi ha riportata al presente.
Ho chiesto a Sospiro per quale ragione mi abbia voluto far rivivere i miei Natali migliori per poi farmi scontrare con la dura realtà, ovvero l'incapacità di sentirmi come allora; l'ha fatto per mero sadismo ( in effetti Sadico Natalino sarebbe un altro nome appropriato) o per qualche buona e utile ragione che mi stava sfuggendo a causa del sonno?
Sospiro si è girato verso il lettino e l'ha indicato. Mi ha fatto notare con una certa saccenza che ora ho un figlio e un nipote e loro dovranno vivere le stesse gioie che abbiamo vissuto mia sorella ed io. Mi ha fatto rivedere i Natali passati perché mi renda conto che possono tornare grazie a Baby M. e Bam Bam (suo cugino ovvero mio nipote) e sarà compito mio far sì che questo accada. 
A questo punto io mi sono sentita in colpa per averlo chiamato Sadico Natalino e mi rendo conto che è un fantasma Saggio (anche se saccente), lo ringrazio e lo saluto, promettendo di impegnarmi per rendere magico il Natale dei miei bimbi. 

Quando finalmente ho creduto di poter dormire, ecco che è arrivato il fantasma "del Natale presente", un vecchietto tutto ringalluzzito; gli ho chiesto come mai fosse così arzillo e sorridente e mi ha risposto che era felice perché Sospiro aveva già fatto buona parte del suo lavoro e lui sarà un Natale fantastico perché ci sono dei bimbi in casa e pure io, in fondo, sono rimasta bambina, tanto è stata bella questa parte della mia infanzia.
Dunque, l'ho ringraziato, mi sono congratulata per il bell'aspetto e gli ho chiesto gentilmente di lasciarmi dormire, così avrei avuto più energie da spendere nei preparativi; lui mi ha quindi confermato ciò che temevo, cioè che sarebbe arrivato pure il suo amico fantasma "dei Natali futuri".

Eccolo infatti. Fumoso, cupo e muto. Voleva che lo seguissi ma io mi sono rimessa a letto e, con voce ferma, mi sono rifiutata di muovermi perché so già come saranno i miei Natali futuri: saranno riempiti dalle grida dei bimbi di famiglia, dalle abbuffate, dai canti e dalle recite scolastiche, dai lavoretti preparati a scuola e a casa (ahimè...non mi vedo bene in questo..!). E quando i bimbi cresceranno, troveremo comunque una ragione per festeggiare il Natale. Continueremo ad amarci. E le batoste che la vita ci riserverà se ne faranno una ragione: Natale non finirà.
Il fantasma dei Natali futuri ha fatto spallucce e se n'è andato. Probabilmente aveva già lavorato per tutta la notte e io sono stata l'ultima visita, non ha avuto voglia di discutere; però, però... io ho intravisto un lieve ghigno su quel volto cupo... mi sa che l'ho convinto davvero che non ho bisogno di sapere niente di più di quello che non sappia già ora.

E così ho potuto dormire felice e contenta.