mercoledì 26 aprile 2017

Tata Pia

Cara Malù,

Tata Pia se n'è andata da cinque minuti e oggi è stato il suo ultimo giorno con noi.
Sì, lo so, non è morta; sì, lo so, non è partita per la guerra; sì, lo so, abita a circa venti minuti in macchina da Sampierdarena (in realtà col traffico possono diventare quaranta); sì, lo so, ci rivedremo presto, del resto si dice sempre così; sì, lo so, Lorenzo starà con la sua adorata nonna paterna e poi a settembre inizia l'asilo. Però mi viene da piangere. E ho il magone. E son qui in cucina a ricacciare indietro le lacrime bevendo caffè d'orzo col latte e azzannando una brioche alla marmellata per consolazione che Lorenzo non deve vedermi, che lui non ha capito bene che ci sarà un distacco e forse neppure ne soffrirà.
Ma tu sai cos'è stata per me Tata Pia? L'ho conosciuta nel momento di peggior crisi della mia vita da madre imperfetta, quello in cui avevo per figlio un indemoniato la cui nonna non riusciva a reggerlo più e mi caricava di ansia per le stranezze di questo bambino impossibile; quel momento in cui stavo bene solo in studio (il che è tutto dire..) e avevo l'ansia a varcare la porta di casa; quel momento in cui mi pareva impossibile trovare una persona che non fosse semplicemente alla ricerca di un lavoro qualsiasi ma volesse davvero fare la tata a mio figlio.
E "per caso" mi hanno fatto il suo nome; lei che abita dall'altra parte della città e impiega quasi un'ora di treno per arrivare da noi, una persona di esperienza, pacata, calma, mai sopra le righe, apparentemente fredda ma, me ne rendo conto subito, solo con gli adulti. Con Lorenzo è dolcissima, entra in sintonia con lui dopo pochi giorni e diventa ben presto il mio punto fermo; neutralizza ogni mia ansia, so che riesce a gestirlo nel migliore dei modi, con la calma che un bimbo emotivo, testone e incazzoso come era il Vichingo un anno fa necessitava per rasserenarsi. E io mi rasserenavo con lui. Dopo le ansie trasmessemi da mia madre, ecco questo angelo che pare provare davvero il piacere di stare con mio figlio, che non vede in lui niente di strano, né più né meno di altri bimbi piccoli e mi trasmette ottimismo. Ottimismo, capisci, quella parola sconosciuta nella mia famiglia d'origine!! E si affeziona a lui. E lui a lei. Lo capisci da come si guardano, si abbracciano, giocano, si baciano. Ha condiviso con noi le prime camminate, le prime parole del Vichingo. E poi i suoi discorsi buffi. Ed è tutto un Tata Pia di qua, Tata Pia di là, evviva Tata Pia.
E oggi quel "anche a me mi mancherà mamma", forse detto come riflesso ai miei sospiri oppure..già, forse si rende conto che la rivedremo ma non più come prima. Non sarà più tutta solo per lui.

Arrivederci Tata Pia, non avrei potuto trovare aiuto migliore nell'affrontare questi due, difficili anni e se il mio Lorenzo oggi è un bimbo sereno che pare riuscire a superare ogni sua paura e a smussare, pian piano, gli aspetti più spigolosi del suo carattere lo devo anche a te che sei stata un'altra nonna, forse più preziosa perché priva di quell'emotività che porta inevitabilmente allo scontro.
A presto (e non perché si dice sempre così).



mercoledì 12 aprile 2017

Leggera!

Cara Malù,
la luna piena se n'è iuta (n.d.r. è passata) e con lei buona parte dello scazzo che mi portavo addosso ieri.


venerdì 7 aprile 2017

Ho tutto quello di cui ho bisogno.

C'è tutta la vita di cui ho bisogno negli occhi di mio figlio.
C'è tutto l'amore di cui ho bisogno nell'abbraccio di mio marito.
C'è tutta la passione di cui ho bisogno in quello zaino preparato per lo stage di domani.
C'è tutta l'evasione di cui ho bisogno in quel biglietto per Milano.
C'è tutta l'allegria di cui ho bisogno nei giochi con i miei nipoti.
C'è tutta la fiducia di cui ho bisogno nel vederli crescere uniti al loro cugino Vichingo, loro che si cercano come compagni di gioco e fanno parte della stessa famiglia, come fratelli.
C'è tutta la leggerezza di cui ho bisogno in una giornata che devia dalla routine quotidiana perché ho preso il bus sbagliato e sono capitata dalle parti del ristorante della mia amica Katia e allora ci si prende un caffè insieme e si passeggia per i vicoli.
C'è tutto il calore di cui ho bisogno in un pranzo al sole, nella piazzetta del Carmine, da sola e in compagnia di un libro, ad abbronzare solo il viso e gli avanbracci.
C'è tutta la libertà di cui ho bisogno nel programmare un viaggio a Firenze per rivedere il Ciombo e abituare il Vichingo alla bellezza di scoprire posti lontani da casa.
C'è tutto il tempo di cui ho bisogno nelle mattine in cui non mi giro dall'altra parte maledicendo la sveglia ma l'assecondo e porto il deretano fuori dalle lenzuola.
C'è tutta la felicità di cui ho bisogno nel primo "ti voglio bene mamma" lanciatomi contro da mio figlio alle cinque del mattino e che mi colpisce all'improvviso lasciandomi inerme e inebetita, quasi a volermi chiedere scusa per il risveglio brusco causa strabordo di pipì. 
C'è tutto l'insegnamento di cui ho bisogno negli attacchi dei miei colleghi alle iniziative altrui, mi ricordano che alcune regole sono fatte per essere infrante e alcune critiche per essere ignorate e che spesso si impiega più energia a tentare di distruggere il lavoro degli altri che non a migliorare il proprio.
Ci sono tutte le opportunità di cui ho bisogno dentro di me. Si tratta solo di metterle a fuoco e agire.

Se volete un'ispirazione, vi consiglio di guardare il film "Il diritto di contare"


lunedì 27 febbraio 2017

Sarà quel che sarà

Cara Malù,

sto ricominciando a scrivere di getto, a mano, su quaderni di diverso genere.

Non so se significherà la chiusura di questo spazio virtuale, non ho voglia neppure di chiedermelo per ora. So solo che ho bisogno di intimità e di affidare i miei pensieri al foglio di carta senza alcun filtro, così come facevo da ragazzina, così come ciclicamente sono sempre tornata a fare.

Sto leggendo parecchio in questo periodo, tutti libri di crescita personale. Vi lascio qui i titoli che magari possono aiutarvi a superare un periodo in salita o semplicemente a essere ancora più felici di quanto non siate già:

mercoledì 4 gennaio 2017

#cosecheamosenzasapereilperché: le Pippe Riunion

Cara Malù,
ormai non è dicembre e non è Natale senza una Pippe riunion a Milano. 
Che detto così, penserai chissà cosa. 
In realtà, il nome "Pippe" deriva da "Pippa Middleton", sorella della più famosa Kate, la quale si è sposata un anno prima di me e ha ricevuto come anello di fidanzamento il mio stesso anello, o forse sono io che ho ricevuto il suo stesso anello anche se di dimensioni notevolmente inferiori. Pertanto, all'epoca era lei la sposa del momento e io divenni la Kate del gruppo; visto che Pippa era la sua prima damigella, loro divennero le mie Pippe.