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Visualizzazione dei post da 2017

Life is life (nanananana)

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Cara Malù,
son giorni fradici di pioggia e di lacrime. Son giorni di preghiere, di candele accese e di attesa di un segno come risposta. Son giorni di cioccolate calde e piumoni, di caloriferi accesi e calzettoni.  Son giorni in cui fuori senti un clima ostile e ringrazi per la tua casa accogliente. Son giorni di scontri e chiarimenti, di parole che finalmente sgorgano fuori dalla gola e ti fanno sentire leggera. Son giorni di mal di testa e pensieri opprimenti, di bisogno di solitudine e di coccole di bimbo Son giorni di consapevolezze dopo lo sbilanciamento, di occhi stanchi di luce artificiale e desiderosi di bellezza. Son giorni in cui vorrei rivoluzionare la mia intera vita, vorrei essere ricca, desiderabile e interessante. E poi no. Son giorni in cui annaspo nell'attesa e perdo la pazienza. Son giorni in cui recupero un rapporto per perderne un altro. Son giorni in cui tutto pare immobile. Son giorni inconcludenti nei quali mi perdo in rete senza averne reale motivo.

Ho provato a smettere di danzare..

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Cara Malù,
giuro che io ci ho provato a smettere di danzare. 
La prima volta è stata quando avevo circa 8 anni: una bimba secca e fastidiosa come una zanzara mi aveva tormentata per tutto l'anno prendendomi in giro per il mio grasso corporeo..non era l'unica,  perché si sa che una bimba tonda a danza classica non può evitarsi certe battute, ma sicuramente la più accanita di tutte. E così decisi di smettere. Ma mia madre e mia zia mi misero alle strette e quando sputai fuori il rospo ne parlarono con la direttrice e tutto fu sistemato e io continuai con rinnovata fiducia.
La seconda volta è stata in terza media: sulle punte proprio non riuscivo a starci. Non era solo questione di peso perché altre mie compagne pesantucce riuscivano perfino a saltarci su. Ero io, il mio corpo, le mie ginocchia, i miei piedi, non so. Non riuscivo a starci. E dopo un saggio che per me fu un po' umiliante, provai con un anno di pallavolo. Una noia mortale. E niente, trascorsi quei 12 mesi mi iscri…

Buon compleannombo!

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Cara Ciombo,
avrei voluto farti un regalo diverso per il tuo compleanno(mbo), farti arrivare un pacco a sorpresa che ti facesse sentire un po' speciale, arrivare da te senza preavviso, ridere insieme come solo noi sappiamo fare, con tutto il corpo e tutta l'anima
Purtroppo stavolta va così. Il periodo è quello che è e il mio regalo di compleanno(mbo) è un semplice post. Raccolgo pensieri da mettere nero su bianco, seppure tramite la tastiera di un pc, in cucina, immersa nel prezioso silenzio della sera, una candelina accesa sul mio altarino, che alla fine la quasi buddista lo sono diventata io, una tisana limone e zenzero a ricordarmi dei nostri thè di mezzanotte (ok, delle quattro del mattino) dopo una serata a ballare, solo noi due e le nostre confidenze.

Le lenti dei miei occhiali

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Cara Malù,
il Piemontese non si capacita di come possa vederci bene guardando il Mondo attraverso le lenti unte e bisunte dei miei occhiali. In effetti sembra che non siano mai state lavate in vita loro e intere tribù di acari della polvere si sono insediate felicemente lì sopra costruendo villaggi, strade e autostrade a quattro corsie. 

Così, visto che lui soffre proprio a vedermi con le lenti degli occhiali sporche, ogni tanto me li strappa dal naso e le lava col sapone dei piatti.
Anche se odio dargli ragione, devo ammettere che dopo il Mondo torna a essere pieno di colori e la nebbia fumosa che pare avvolgermi anche in piena estate sparisce e mi viene da sorridere.

E falla 'sta c***o di domanda!

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Cara Malù,
lo sai che non si deve aver paura di chiedere spiegazioni quando non si capisce qualcosa ma che anzi fare domande intelligenti può essere la chiave del successo?
Tu lo sai, io lo so, eppure al terzo anno di superiori ho smesso di fare domande, di alzare la mano, di dire la mia se non direttamente interpellata. Me lo fece notare la mia insegnante di storia e filosofia una mattina durante la ricreazione: " Ma com'è che tu che avevi sempre la mano alzata ora non partecipi, non chiedi mai niente, non parli?".  Sinceramente non mi ricordo la risposta ma sono certa che neppure io sapessi il perché.
Oggi, a 34 anni suonati, una laurea e un'abilitazione alla professione forense dopo, mi rendo tristemente conto che 'sto blocco non m'è passato. Io in pubblico non riesco ad alzare la mano e a fare domande. Mi vergogno. Mi sento avvampare al solo pensiero. Mi sento la bocca che s'impasta.

Il 28 ottobre inizierò la scuola di Milano "Risvegli Maria Fux"…

Vado giù per tornare a sorridere.

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Cara Malù,
lo scorso stage di danzaterapia ha smosso delle...robe. Abbiamo ballato i nostri nodi fino a scioglierli e scavato un po' dentro noi stessi, giù, giù dove non batte il sole ma le parti intime cui faccio riferimento sono quelle dell'anima
Abbiamo toccato le corde nude dell'anima.
E mentre testavo per l'ennesima volta il coraggio di fare una scelta così impegnativa, che mi porterà a togliere risorse economiche e fisiche alla mia famiglia senza la certezza di un lavoro remunerativo, ho iniziato a correre sulle montagne russe emotive che ti fanno sentire "Yeeeee, spacco il mondoooo" e poi "Ma che cazzo sto facendo, sono una pazza sognatrice egoista e pure una madre e una compagna pessimaaaa" e poi di nuovo "Chemeravigliadiscuolaiosonoacasaaaaa", e così via.
Tuttavia non ho sentito particolari effetti nell'immediato.

Avrai

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Cara Cif,
poche sono le cose a questo mondo capaci di buttarmi giù dal letto prima delle sei: la mattina di Natale, le gite scolastiche, i viaggi, il mal di pancia, il pianto di mio figlio. Qualsiasi cosa a cui tengo moltissimo e sono eccitatissima di fare o a cui sono costretta ad arrendermi mio malgrado.
Ho scoperto oggi che tu sei una di quelle cose. Quelle del primo gruppo, per intenderci. Quelle cui tengo evidentemente moltissimo.

"Tu ti annoi a giurisprudenza"

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Cara Malù,
per caso ti ricordi della meravigliosa Prof. di lettere del liceo? Quella che riuscì, arrivata alla soglia dei 16 anni di vita, a farmi odiare il mio modo di scrivere e mi convinse di essere del tutto priva di qualunque possibile dote artistica, nonché di fantasia, paragonandomi a una Sfinge che rimane sempre impassibile e immobile nel suo banco e all'aridità del deserto sub-sahariano?
Quella lì, sì, quella che sembra la stilista del film Disney "Gli Incredibili" con la voce ancora più roca di Amanda Lear.

Una volta l'anno, il compleanno!

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Cara Malù,
ci risiamo. Volevo fermarmi ai +30 invece son giunti, non invitati, i +34.
Ormai la tinta è diventata un obbligo e non un vezzo e da qualche mese ho iniziato a estirpare peli bianchi dalle sopracciglia. Le creme antirughe mi chiamano dagli scaffali delle profumerie e il mio contorno occhi risponde incazzato "non vi dà rettaaaaaa, è pigraaaaa, è tirchiaaaaa, aiutoooo inizio a collassareee".
Già.

Tata Pia

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Cara Malù,
Tata Pia se n'è andata da cinque minuti e oggi è stato il suo ultimo giorno con noi. Sì, lo so, non è morta; sì, lo so, non è partita per la guerra; sì, lo so, abita a circa venti minuti in macchina da Sampierdarena (in realtà col traffico possono diventare quaranta); sì, lo so, ci rivedremo presto, del resto si dice sempre così; sì, lo so, Lorenzo starà con la sua adorata nonna paterna e poi a settembre inizia l'asilo. Però mi viene da piangere. E ho il magone. E son qui in cucina a ricacciare indietro le lacrime bevendo caffè d'orzo col latte e azzannando una brioche alla marmellata per consolazione che Lorenzo non deve vedermi, che lui non ha capito bene che ci sarà un distacco e forse neppure ne soffrirà. Ma tu sai cos'è stata per me Tata Pia? L'ho conosciuta nel momento di peggior crisi della mia vita da madre imperfetta, quello in cui avevo per figlio un indemoniato la cui nonna non riusciva a reggerlo più e mi caricava di ansia per le stranezze di …

Leggera!

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Cara Malù, la luna piena se n'è iuta (n.d.r. è passata) e con lei buona parte dello scazzo che mi portavo addosso ieri.

Ho tutto quello di cui ho bisogno.

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C'è tutta la vita di cui ho bisogno negli occhi di mio figlio. C'è tutto l'amore di cui ho bisogno nell'abbraccio di mio marito. C'è tutta la passione di cui ho bisogno in quello zaino preparato per lo stage di domani. C'è tutta l'evasione di cui ho bisogno in quel biglietto per Milano. C'è tutta l'allegria di cui ho bisogno nei giochi con i miei nipoti. C'è tutta la fiducia di cui ho bisogno nel vederli crescere uniti al loro cugino Vichingo, loro che si cercano come compagni di gioco e fanno parte della stessa famiglia, come fratelli. C'è tutta la leggerezza di cui ho bisogno in una giornata che devia dalla routine quotidiana perché ho preso il bus sbagliato e sono capitata dalle parti del ristorante della mia amica Katia e allora ci si prende un caffè insieme e si passeggia per i vicoli. C'è tutto il calore di cui ho bisogno in un pranzo al sole, nella piazzetta del Carmine, da sola e in compagnia di un libro, ad abbronzare solo il viso e gl…

Sarà quel che sarà

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Cara Malù,

sto ricominciando a scrivere di getto, a mano, su quaderni di diverso genere.
Non so se significherà la chiusura di questo spazio virtuale, non ho voglia neppure di chiedermelo per ora. So solo che ho bisogno di intimità e di affidare i miei pensieri al foglio di carta senza alcun filtro, così come facevo da ragazzina, così come ciclicamente sono sempre tornata a fare.
Sto leggendo parecchio in questo periodo, tutti libri di crescita personale. Vi lascio qui i titoli che magari possono aiutarvi a superare un periodo in salita o semplicemente a essere ancora più felici di quanto non siate già:

#cosecheamosenzasapereilperché: le Pippe Riunion

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Cara Malù, ormai non è dicembre e non è Natale senza una Pippe riunion a Milano. Che detto così, penserai chissà cosa.  In realtà, il nome "Pippe" deriva da "Pippa Middleton", sorella della più famosa Kate, la quale si è sposata un anno prima di me e ha ricevuto come anello di fidanzamento il mio stesso anello, o forse sono io che ho ricevuto il suo stesso anello anche se di dimensioni notevolmente inferiori. Pertanto, all'epoca era lei la sposa del momento e io divenni la Kate del gruppo; visto che Pippa era la sua prima damigella, loro divennero le mie Pippe.