lunedì 7 marzo 2016

Let the memory live again...

Cara Malù,

altra pausa forzata dal blog...il corso procede velocemente e inesorabilmente..le date degli scritti si sapranno la prossima settimana..e niente, io non riesco a stare dietro a tutto.

Questa mattina però mi sono alzata un po' prima delle sei grazie al Pupone (che si è pappato il latte ed è crollato nuovamente nel sonno) e mi sono ripetuta il mantra del periodo: "Ho tutto il tempo di cui ho bisogno". E così eccomi qui a raccontarti dell'avvenuta realizzazione di un piccolo sogno: vedere Cats dal vivo!


Immagine tratta dal web



E' successo davvero. Io e mia sorella, sedute in prima fila, esaltate come bambine al luna park, l'abbiamo visto sul serio. Tutti gli anni passati a studiare minuziosamente la videocassetta prima e il dvd dopo sono stati ricompensati: l'originale musical londinese, un cast meraviglioso, le magiche scenografie, i costumi impeccabili, le musiche tanto amate. 

E' stato stupendo. Di quella meravigliosità che ti fa piangere quando cala il sipario perché "no, non vuoi lasciarli andare via, vuoi portarli tutti a casa con te, 'sti Cats!" e ti lascia un sorriso stampato in faccia per molti giorni. 

Sedute in prima fila abbiamo persino potuto interagire con loro! Io ne ho pure accarezzato uno, di Cat, che ha scelto me e non il ragazzino seduto due posti dopo (ahahahahahah sono peggio dei bambini, te l'ho detto)!! E sai anche cos'è stato meraviglioso? Il fatto che i loro costumi profumano intensamente!! A ogni loro passaggio tra il pubblico era tutto un'effusione di muschio bianco...vaniglia...cioccolato...borotalco...non ho capito esattamente che profumo fosse ma era Maaaagical pure quello! Alla faccia della sudata che sicuramente si faranno sotto quel trucco e quel pelo...

Abbiamo avuto gli occhi a cuore tutto il tempo...e nel corso dell'intervallo hanno permesso ai bambini di parlare e avere l'autografo di Old Deuteronomy (che sarebbe il Cat capo dei Cats, personaggio che personalmente mi annoia a morte e ogni volta non vedo l'ora che lo rapisca Macavity...).


Ecco il boss con Grizabella

Dai, portatelo un po' via Macavity!

Immagini tratte dal web


C'è stata anche una piccola delusione, devo prenderne atto: il Cat figo per eccellenza, Rum Tum Tugger, è stato modificato...nel senso che l'hanno trasformato in un Rapper anche simpatico, per carità, ma più burlone che figone..E questo ci ha lasciate di stucco per almeno cinque minuti...Questa modernizzazione da parte del Loyd Webber e della coreografa Gillian non ci ha convinte..Ad ogni modo, il pubblico pare averla apprezzata e va bene così.
L'odierno Rum Tum Tugger...

Quello dei nostri sogni...John Partridge...


Dopo che tutta questa magia è finita, dopo i brividi e le lacrime per il canto di Grizabella e della celeberrima Memory...siamo tornate in metro nella nostra quotidianità discutendo circa la passione, quella vera, quella che ti porta a dedicarle un'intera vita senza contemplare la possibilità di fallire. 

E' sufficiente il talento? No di certo. Se pensate alle biografie di tutti i più grandi artisti o atleti, da ultimo Roberto Bolle, appare chiaro come per raggiungere certi livelli siano necessari enormi sacrifici. Ma ancora prima, è sempre facile riconoscere il proprio dono, il proprio talento? No, non lo è sempre.

Questi artisti, gli autori del musical, delle coreografie, delle sceneggiature, sono probabilmente nati con un  talento ben definito, di quelli così potenti che non puoi ignorare e che salta fuori già nell'infanzia. Poi ci hanno messo la determinazione, il carattere, lo spirito di sacrificio.

E noialtri? Abbiamo tutti dei doni ma non sono sempre tutti così immediati e potenti. Un'infinita serie di fattori può mettersi di mezzo tra il talento e la sua scoperta e realizzazione: dalla sfiducia, all'incapacità di ascoltarci, dall'educazione imposta dall'alto alla pigrizia. Pigrizia mentale, pigrizia fisica.

Mia sorella è molto, molto tormentata e pessimista. Non ha mai creduto nei suoi doni e nelle sue potenzialità e le ha lasciate andare. Spero sempre cambi atteggiamento perché possa ritrovarsi e essere felice. Ci siamo ripromesse di spingere i nostri figli a coltivare i propri talenti, una volta messi a fuoco, ma è chiaro che poi il vero lavoro spetterà a loro. La forza di volontà non può essere imposta da nessuno, possiamo solo incoraggiarli.

Io comunque non sono da meno. Se dovessi dirvi quale cavolo sia il mio dono...non saprei indicarne uno con precisione. Ma ho deciso di provarci e di ricominciare a credere che qualcosa di straordinario sia possibile. E così presto affronterò un concorso in cui passa circa un terzo dei partecipanti..anzi forse meno...Ma quello potrebbe essere il mio dono. Mi sacrifico ancora troppo poco e questo mi rende perplessa. Però cavolo, non voglio morire senza aver scoperto quale sia il mio posto qui sulla Terra, quale sia il mio talento!

Non ballerò mai in Cats, pazienza...Ma dovrà pur esserci qualcosa in cui sia altrettanto brava.

E voi sapete quale sia il vostro dono? L'avete sfruttato? 



5 commenti:

  1. Ciao condivido il tuo pensiero,e come te ad oggi neppure io ho capito chiaramente quale sia il mio dono,ma non voglio smettere di cercarlo.
    Ciao.

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  2. Sono andata anch'io a vederlo! Caspita, magari ci potevamo incontrare...

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    1. Dove l'hai visto? Io a Genova!

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    2. Ah, ops... non ci avevo pensato... io l'ho visto a Milano.

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