martedì 19 giugno 2018

Piccoli segnali di cambiamento

Cara Malù,

Maria Fux dice che attraverso la sua danza arriva inevitabilmente un cambiamento, anche se non si può dire quando. Ma lei lo garantisce.

Ricerco così tanto questo cambiamento che rischio di non notare i segnali del suo arrivo. 

Eppure i segnali ci sono. Eccoli in ordine sparso:

1) Ho voglia di farmi un tatuaggio.

Ok, puoi smettere di ridere per favore?
Per chi non mi conosce, io sono una un po' casa e chiesa, niente tatuaggi, niente piercing, niente robe che possano essere considerate un segno di riconoscimento. Due palle insomma. 
Non so se sia stato a causa del terrore assoluto degli aghi e della mia inesistente soglia del dolore, che un buffetto sulla guancia già mi turba, oppure se ci sia una qualche turba psichica dietro questo mio non aver mai neppure preso in considerazione l'idea, fatto sta che una domenica tornando da Milano sul treno ho sentito il desiderio di incidere indelebilmente sulla pelle la mia riunione con la danza. Di più. Con una parte di anima che avevo cercato di eliminare. 
Non l'ho ancora detto a nessuno. Quasi quasi arrivo col tatuaggio già fatto che probabilmente tutti crederanno si tratti di un innocuo pennarello che cercheranno di lavarmi via.

2) Sono andata al parco avventura e ho avuto voglia di provare ad arrampicarmi.

Sì, anche se soffro di vertigini e ho la stessa agilità di una foca che cerca di correre sulla spiaggia.
Certo, voglio andarci in un momento "morto" nel quale pochi malcapitati possano assistere allo spettacolo di me che finirò quasi sicuramente a penzolare aggrappata alle corde di sicurezza e verrò riportata a terra dai gestori del parco, che a una certa ora dovranno pur sempre chiudere e andare a casa e non potranno aspettare che mi decida a finire il percorso. Inoltre potrei causare code e tamponamenti tra gli alberi e si sa che i bambini, che sicuramente mi scavalcheranno facendomi la linguaccia, non amano aspettare. 
Ad ogni modo, pur partendo dal percorso per impediti (o bambini alti 110 cm), voglio tentare di vedere se questo corpo, che un pochino si sta risvegliando e che purtroppo tratto male da sempre, è capace di fare qualcosa di nuovo. Fregandosene del giudizio altrui e prendendo il tutto come un gioco. Un semplice gioco! Ecco, voglio prendere le nuove sfide come semplici giochi, chissene se perdo, daje leggerezza, ridici su!

3) All'ultima serata karaoke-ignorante a casa di mia sorella ho cantato un sacco, è uscita un sacco di voce, ho riso delle mie stecche e ho ballato arrivando persino a rotolarmi sul pavimento.

Il tutto dopo aver bevuto solo un paio di bicchieri di vino bianco, quindi ero giusto un po' allegrotta.
Che liberazione! Assolutamente da rifare alla prossima serata karaoke-ignorante.

4) Ascolto la musica in modo diverso.

Cerco di pensare a quale stimolo si nasconda in una canzone e se potrei usarlo in un incontro di danza creativa. Pongo l'attenzione su varie parti del mio corpo e cerco di capire come reagisce al suono, se si muove, se c'è resistenza, se c'è disagio. Il mio corpo è ancora in buona parte bloccato e ci vorranno tempo e pazienza e fiducia perché si liberi di tutti questi anni di mancanza di fantasia e di immobilità. Mi devo proprio rassegnare all'attesa, non c'è altro da fare.

5) Riaffermo me stessa e i miei bisogni.

Ho capito una cosa fondamentale: il disagio nel gruppo che a volte provo è esattamente lo specchio della solitudine fortissima provata al liceo
Credo di non aver mai sofferto così tanto come in quegli anni
E da allora ogni volta che vorrei dire la mia, reagire ad un disagio, ribellarmi a qualcosa che non sento giusto per me temo di nuovo di ritrovarmi da sola contro tutti. Forse per questo preferisco giri di amici ristretti, mi sento più a mio agio con poche persone, riesco a "uscire fuori" senza timore e mi limito di meno.
Credo anche sia questa la ragione della mia eccessiva accondiscendenza. Non voglio mai più, MAI PIU', vivere quel senso di esclusione. Ma non voglio nemmeno rinunciare a essere me stessa, a vivere anche la mia ombra. Non c'è danno maggiore che possiamo fare a noi stessi e agli altri che essere artificiali. 
E così mi sono presa di coraggio e ho chiesto conforto quando ne avevo bisogno e messo un freno alle troppe richieste altrui. 
Chi continuerà ad avvicinarsi a me, a cercare la mia compagnia, a chiedermi come sto, a interessarsi a quella che sono, vorrà dire che mi amerà, pregi e difetti. Tutti gli altri...pazienza. 
Non si può piacere a tutti ma si può comunque condividere del tempo nel rispetto reciproco e questo è quanto deve interessarmi. Nulla di più.

6) Frigno in continuazione

Già. C'ho l'empatia a palla e per ora va bene così. E mi scontro con i miei limiti. E va bene così. Perché prima o poi li vincerò. O forse no ma non smetterò di sfidarli. 




11 commenti:

  1. Bene! A volte i peggiori nemici di noi stessi siamo proprio... noi stessi.
    Paure varie come quella di cadere o fare figuracce, del vuoto o di che altro ci bloccano. Vincerle poco per volta è una onquista. Basta solo seguire i propri tempi e non aver fretta.
    Sono contenta :)
    Bacio stella!

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Contentissima di sentirti così ... serena!
    Quando si sta bene con se stessi, quando si trova davvero la propria strada è così che va. Gira tutto a mille. E la vita torna a scorrere nelle vene.
    Avanti così!

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    1. Giusto, è proprio vita che scorre!!

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  4. Ottimo, sono quelle fasi di di passaggio da una consapevolezza all'altra migliori.
    Buona domenica

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  5. Che carino che è il tuo blog!
    entri così..in punta di piedi..timida..
    ma riesci a colpire!!
    non so quanti anni tu abbia ma devi essere giovane..forse 20 poco più..
    anche io ho sofferto tantissimo al liceo..
    ho subito un vero e proprio bullismo..che ora è sulla bocca di tutti ma allora..
    non che sia vecchia però..
    e sai faccio ancora gli incubi!!
    sul serio.

    leggo in questo post tanta voglia di spensieratezza!!
    e fai bene!!
    è come se fossi adolescente ora..
    e ci sta.ci sta tutto.
    quando ero magra,un dieci anni fa,andai persino sulle giostre!!
    e fu bellissimo.
    non vedo l'ora di ritornarci.


    ps ti seguo!
    se vuoi ricambia.
    ciao!

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